Lorenzo Quadri
Più popolazione uguale più autostrade
Redazione
31.10.2024 15:41

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 24 novembre
saremo chiamati a votare sulla “Fase di potenziamento 2023 delle strade
nazionali”, per un costo complessivo di 4.9 miliardi di franchi. Il fronte
rossoverde, come noto, si oppone. La libera
circolazione delle persone ha fatto aumentare la popolazione residente in Svizzera
di 1,5 milioni di persone negli ultimi 20 anni. Solo nel 2023, il saldo
migratorio (arrivi meno partenze) è stato di 140mila anime. Ora: davvero
qualcuno pensava che fosse possibile fare esplodere la popolazione presente in
Svizzera, e quindi i veicoli, senza adattare le infrastrutture, comprese quelle
viarie?
Non solo la
popolazione è aumentata, ma anche le abitudini sono cambiate. Più tempo libero
(ad esempio perché si sceglie di ridurre la percentuale lavorativa) significa
più automobili sulle strade. E gli acquisti effettuati online non vengono
consegnati al cliente con un drone, bensì con un mezzo di trasporto su gomma. La nostra rete
autostradale è stata realizzata tra gli anni '60 e '80. All’epoca, la Svizzera
aveva poco più di 5 milioni di abitanti. Adesso siamo a 9 milioni. Ovvio che si
formino degli ingorghi. Ed infatti nel 2023 sulle autostrade elvetiche si sono
registrate quasi 48mila ore di code. Nel 2010 erano “solo” 11'500. La
situazione sta quindi degenerando a ritmo esponenziale. Queste colonne hanno un
costo enorme per l’economia: l’ultimo dato disponibile, quello del 2019, parla
di 1.2 miliardi di franchi. Senza dimenticare che le automobili in coda
inquinano di più.
E cosa succede se
le autostrade sono bloccate? Lo si vede nel Luganese, ma anche in Leventina in
caso di blocchi al Gottardo: i veicoli si riversano sulle strade cantonali e
comunali. Sulle autostrade
si sposta il 73% delle merci e si concentra il 45% del traffico globale. Non è
pensabile trasferire su vasta scala merci e persone dalla strada alla ferrovia.
Perché anche quest’ultima ha problemi di capacità (è intasata).
La
contrapposizione ideologica strada (cattiva) contro ferrovia (buona) è una scemenza.
Le due infrastrutture devono esistere in modo complementare. Ad esse
aggiungiamo pure le vie d’acqua che possono togliere automobili – anche di
frontalieri – dalle strade. Le autostrade non
sono un flagello. Sono un servizio pubblico. Ci rendiamo conto della loro
importanza quando, per un motivo o per l’altro, non sono transitabili, e di
conseguenza scoppia il caos. Quanto ai costi
della Fase di potenziamento 2023: 4.9 miliardi sono tanti, certo. Però non
gravano sui bilanci della Confederazioni. Provengono dal FOSTRA, ossia dal
Fondo per le strade nazionali e per il traffico di agglomerato. Che è
alimentato con i soldi che gli automobilisti hanno già pagato, rispettivamente
pagheranno, con la vignetta autostradale ed i vari balzelli sul carburante.
Quindi, le strade nazionali se le pagano gli automobilisti.
Lorenzo Quadri, Consigliere
nazionale per la Lega dei Ticinesi

