UDC Sezione Ticino
Per il Consiglio di Stato la volontà popolare è sacrificabile… pur di non mettere mano ai costi dell’amministrazione cantonale
Redazione
15.04.2026 15:50

Foto: © Gabriele Putzu
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L’UDC Ticino prende atto con forte preoccupazione del
messaggio del Consiglio di Stato sull’attuazione delle due iniziative cantonali
sulle casse malati approvate dal popolo il 28 settembre 2025. Il quadro che
emerge è chiaro: per questo Governo la volontà popolare è sacrificabile,
diluibile e applicabile solo in parte, purché non si tocchi davvero la macchina
cantonale.
Il popolo ticinese si è espresso senza ambiguità. Ha
approvato due iniziative sui premi di cassa malati: una sostenuta dall’UDC e
presentata dalla Lega, l’altra lanciata dalla sinistra e combattuta dall’UDC.
Ma in democrazia non si applicano solo i risultati che fanno comodo al Governo.
Anche quando non li si condivide, i voti popolari vanno rispettati fino in
fondo. Il Consiglio di Stato, invece, sceglie di rallentare, ridurre e
reinterpretare.
Anche sul piano finanziario il messaggio conferma tutti i
limiti di un Esecutivo senza coraggio e senza visione. Da una parte propone 25
milioni di aumenti di tasse e imposte a carico di cittadini e PMI. Dall’altra,
su una spesa cantonale di circa 4.5 miliardi di franchi, mette sul tavolo
appena 25 milioni di contenimento dei costi, pari a un misero 0.55%. E lo fa
quasi esclusivamente con misure esterne, evitando ancora una volta di
intervenire seriamente sui costi interni, sull’apparato amministrativo e sulla
crescita dello Stato.
Questa è la vera fotografia del Consiglio di Stato: nessuna
riforma strutturale dell’amministrazione, nessuna vera assunzione di
responsabilità sui costi interni, ma l’ennesima chiamata alla cassa per il ceto
medio e per le PMI. Con il chiaro obiettivo di rimandare il tutto a dopo le
Elezioni cantonali di aprile 2027. Una scelta tanto comoda quanto sbagliata, e
in aperto contrasto con decisioni popolari recenti come la riforma fiscale e il
decreto Morisoli, che indicavano una strada opposta: meno pressione fiscale e
più disciplina sulle uscite.
In questo contesto, la messa in votazione con il sostegno
del Consiglio di Stato dell’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti
cantonali» rappresenta un’occasione che il Ticino non può permettersi di
perdere. In prospettiva, quella scelta potrebbe portare a un risparmio di
almeno 60-80 milioni di franchi all’anno. Sarebbe un chiaro mandato popolare
per iniziare finalmente a mettere mano all’amministrazione cantonale. Eppure
anche qui il Governo nicchia, esita, prende tempo e propone controprogetti per
annacquare il concetto. In pratica, davanti a un goal a porta vuota, il
Consiglio di Stato invece di segnare tira nella propria porta e si fa autorete
da solo.
Sui costi complessivi delle iniziative occorrerà mantenere
prudenza e approfondire fino in fondo i numeri. Ma già oggi appare chiaro che
l’impatto, pur importante, è meno drammatico di quanto per mesi si sia voluto
far credere. Proprio per questo, i margini per un’applicazione completa delle
iniziative vanno ricercati con serietà, ma senza un solo franco in più di tasse
e imposte.
L’UDC Ticino richiama quindi con forza il documento «Linee
guida per il risanamento delle finanze cantonali», presentato e approvato dal
Comitato cantonale nel novembre 2025. In quel testo il partito ha già indicato
una via chiara: agire sulla struttura dello Stato, sui costi interni,
sull’amministrazione, sui compiti e sulle priorità, invece di scaricare ancora
una volta il conto sui contribuenti. Oggi più che mai quel documento contiene
indicazioni concrete che non possono restare lettera morta (l’estratto del
documento indicato di seguito):

L’UDC Ticino si opporrà con assoluta fermezza a qualsiasi
aumento di tasse e imposte e all’ennesima chiamata alla cassa del ceto medio e
delle PMI.
Ci riserviamo inoltre di analizzare più nel dettaglio la
proposta del Consiglio di Stato e di formulare ulteriori proposte complementari
per permettere l’applicazione completa delle iniziative così come volute dal
popolo, senza alcun aumento di tasse e imposte.

