Gioventù Comunista
Palestina: si ritorni alla neutralità come mezzo per costruire la pace!
Redazione
15.11.2023 09:52

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Il 15 novembre
1988, dunque esattamente 35 anni fa, fu dichiarata l’indipendenza della
Palestina, che però tutt’ora non viene riconosciuta dalla Svizzera. In tutti
questi anni, il popolo palestinese ha dovuto subire angherie di ogni tipo e le
immagini che giungono ormai da più di un mese da Gaza hanno qualcosa di
agghiacciante.
In occidente,
purtroppo, sembra si abbia preso la decisione di lasciar compiere a Israele un
vero e proprio genocidio ai danni del popolo palestinese. Ma questo processo
non è iniziato il 7 di ottobre 2023, bensì è un genocidio silenzioso che dura
da ormai più di 70 anni, da quando l’occidente decise di creare uno stato là
dove viveva da sempre un altro popolo. L’espansionismo e le violenze del regime
sionista hanno generato altra violenza in risposta ad essa, e questi 75 anni di
violenze hanno creato la situazione attuale.
Ma se conoscere
la storia di come si è arrivati a questo vero e proprio disastro è importante,
importante è ancor di più giungere al più presto ad una soluzione. Bisogna
fermare tutto ciò: distruggere un intero popolo mietendo vite innocenti e
distruggendo le loro case, edifici civili e obbligarlo a lasciare la propria
terra si chiama genocidio!
La Svizzera, dal
canto suo, può e deve agire in favore della pace. Ma a Berna sembra che si
abbia non solo optato per chiudere entrambi gli occhi di fronte a questo
massacro, ma di aver anche intenzione di sostenere Israele in questo crimine.
Lampanti sono le dichiarazioni di Ignazio Cassis a nome del Dipartimento degli
Affari Esteri, che afferma molto elegantemente che la Svizzera non chiederà il
cessate il fuoco. Affermazione che equivale a legittimare Israele a fare del
suo peggio nei confronti dei palestinesi (ma anche dei civili israeliani che si
oppongono a questo massacro).
Purtroppo noto a
malincuore, e anche con una profonda vergogna, che in Svizzera si sta perdendo
la tradizione diplomatica e di promozione della pace attraverso la mediazione.
Mai la Svizzera si è così apertamente schierata contro la pace come negli
ultimi 2 anni.
Per quanto mi
riguarda, mi auguro che al più presto a Palazzo Federale si prendano delle
decisioni meglio ponderate e soprattutto nel rispetto della nostra tradizione
diplomatica, ma anche della nostra sovranità nazionale. Non possiamo farci
certo dettare la politica estera da Washington o da qualsiasi altra nazione
ovunque essa sia!
Mi auguro di
vedere la Svizzera riconoscere lo Stato di Palestina (come già altri 130 Paesi
fanno) e mantenere il proprio status di neutralità non schierandosi a sostegno
di Israele (colpevole di innumerevoli crimini di guerra e di apartheid, come
anche attestato dall’ONU).
La priorità
resta fermare Israele e questo massacro, e come Svizzera sono sicuro che
possiamo fare la nostra parte affinché ciò avvenga. Per portare questo argomento
a Berna è necessario più che mai far sentire la voce del popolo. Perciò vi
invito caldamente a firmare la petizione su Campax che la Gioventù Comunista ha
lanciato in favore della Palestina e della neutralità svizzera, chiamata “La
Svizzera riconosca l’indipendenza della Palestina!” e che trovate a questo
link: https://act.campax.org/petitions/la-svizzera-riconosca-l-indipendenza-della-palestina.

