Nadia Russo
Orari dei negozi: un no giovane e sostenibile
Redazione
09.06.2023 09:40

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Una società
sostenibile è una società capace di coniugare gli interessi dell’ambiente,
delle persone e dell’economia. Là dove l’economia di mercato va a toccare una
di queste sfere, va messo un freno: è il caso della modifica della legge
sull’apertura dei negozi.
Attualmente si
parla molto di equilibrio vita - lavoro e non è un caso: gli esperti
definiscono il burn out la pandemia del secolo. Contribuisce a questo malessere
non solo il carico di lavoro, ma anche la frammentazione degli orari. Chi
sostiene la legge controbatte che le ore di lavoro non aumenteranno e che chi
ha lavorato la domenica avrà il lunedì o il martedì libero. Si dimenticano che
è la domenica che si sta in famiglia e che è nell’interesse non solo dei
singoli, ma anche di una società vivibile e sana poter avere dei momenti comuni
sottratti al lavoro in cui le persone possano dedicarsi alla loro vita privata.
Nella nostra cultura non è infatti né il lunedì, né il martedì che ci si
ritrova per una giornata in famiglia o per una festa di quartiere o ancora per
dedicarsi alla spiritualità. La domenica libera e degli orari di lavoro non
estesi né frammentati permettono non solo un rapporto sano al lavoro, ma contribuiscono
anche a ridurre il disagio sociale perché permettono alle persone di dedicare
del tempo di qualità alla famiglia e alle attività sociali tipiche della
domenica e dei festivi (feste di quartiere, spiritualità, ecc). In un contesto
dove il disagio psichico di adolescenti e giovani è in continuo aumento è
assolutamente contraddittorio sottrare momenti sociali e famigliari a favore di
aperture estese. E in una società in cui si parla sempre di più di
«sperimentazione della settimana di 4 giorni» o di «conciliabilità
lavoro-famiglia» il rispetto per l’equilibrio vita-lavoro (e quindi del
lavoratore stesso) deve cominciare da chi ci offre i servizi di base ogni
giorno per un piccolo stipendio. Queste categorie non vanno ignorate solo
perché è comodo poter comprare ciò che si vuole all’ora che si vuole.
Più i negozi
rimangono aperti, più aumenta il consumo. Ciò cozza con un altro tema caldo del
momento: le sfide ambientali. L’obbiettivo di una società in transizione
ecologica dovrebbe essere consumare meglio, non consumare di più. Questo
permetterebbe davvero di favorire i piccoli commerci locali. E se vogliamo
aprire di più per favorire il turismo allora dobbiamo chiederci se il turismo
dei consumi è ancora una realtà desiderabile o se altri modelli più sostenibili
sono da promuovere con più decisione.
Il benessere dei
lavoratori e dell’ambiente non va confinato a qualche sperimentazione in
aziende a leadership trasformativa, spesso impieganti personale altamente
qualificato. Il benessere dei lavoratori inizia dal basso, in una società che
mette al centro l’essere umano.

