Raoul Ghisletta
Ora si vede cos'è il decreto Morisoli
Redazione
14.11.2023 09:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 15 maggio 2022 il popolo ticinese votò sul Decreto
legislativo concernente il pareggio del conto economico entro il 31 dicembre
2025 con misure di contenimento della spesa e senza riversamento di oneri sui Comuni,
il decreto Morisoli, fatto proprio da una maggioranza parlamentare di centro-destra
il 19 ottobre 2021. A dire il vero votarono solamente in 85'000 su 224'000
aventi diritto (38%): tanti ritennero che la votazione non fosse importante. A
favore del decreto Morisoli votarono in 46’800 e contro in 35'500 (3'000 le
schede bianche e nulle).
Nell’opuscolo ufficiale della votazione i fautori del decreto,
per convincere la cittadinanza a votare a favore del decreto, scrissero quanto
segue: “L’obbligo legale del decreto consente un ampio margine di manovra
per elaborare un piano condiviso di pareggio dei conti (come); inoltre, non
pone vincoli in merito alla scelta delle voci o funzioni di spesa il cui
aumento va frenato (cosa). Chi paventa tagli drastici alla socialità,
all’educazione, alla ricerca o agli investimenti, veicola falsità, poiché –
come appena illustrato – nulla di ciò è previsto nel decreto posto in
votazione.”
Parole avventate, che accusavano di veicolare falsità
il comitato referendario da me coordinato. Oggi dopo la presentazione del
preventivo cantonale 2024 si vede bene quale è la realtà dei fatti. Qualcuno forse
vede un “piano condiviso di pareggio dei conti”? In queste settimane tanti
sono stati i giudizi negativi espressi dalla società civile in merito alla
rinuncia a investimenti e a progetti innovativi, in merito alla riduzione dei
sussidi cassa malati al ceto medio e in merito ai tagli che vanno a colpire i
bilanci e i conti economici di istituti sociali per minorenni, di istituti per
invalidi, di case anziani, di servizi cure a domicilio, degli ospedali
pubblici, dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale e degli enti
universitari. Qualcuno poi pensa veramente che sia una politica del personale lungimirante
e motivante quella di tagliare gli stipendi e non compensare il carovita per la
ventesima volta dal 1993 (quindi 20 anni sull’arco di 30 anni) al personale
cantonale, al personale sociosanitario (dopo gli applausi...), ai docenti delle
scuole cantonali e delle scuole comunali?
Oggi il decreto Morisoli si rivela in tutto il suo
estremismo. Che fare ora? Innanzitutto è importante esprimere pubblicamente la
propria opposizione ad una politica finanziaria squilibrata, che incide sulla
vita quotidiana di tante persone. Per manifestare il proprio dissenso poi tutti
potranno partecipare alla manifestazione pubblica contro i tagli del 22
novembre a Bellinzona. Ed infine dovremo decidere se lanciare un’iniziativa
popolare per abrogare il decreto Morisoli, prima che il disastro sia completo:
in effetti non dimentichiamo che i tagli del preventivo 2024 sono solamente la
metà e che l’altra metà arriverà nel preventivo 2025 e sarà ancora più dura per
la maggior parte della popolazione!
Raoul Ghisletta, sindacalista VPOD Ticino

