Maria Pia Ambrosetti
OMS: una questione urgente per la Svizzera
Redazione
27.01.2025 10:25

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Gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale
(RSI) rappresentano una sfida cruciale per la Svizzera, sia dal punto di vista
politico che costituzionale. Adottati lo scorso primo giugno dall’Assemblea
mondiale della sanità, essi conferiscono al direttore dell’OMS il potere di
stabilire quale sia l'unica verità scientifica vincolante. Inoltre, in caso di
dichiarazione di un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale
(PHEIC), gli Stati membri sarebbero obbligati a seguire le sue direttive,
indipendentemente dalle loro priorità interne o dal contesto nazionale.
La questione assume un carattere particolarmente urgente a
causa delle tempistiche legate all'adozione degli emendamenti: se il Consiglio
federale non esercita il diritto di rifiuto entro il 19 luglio 2025, questi
entreranno automaticamente in vigore il 19 settembre 2025. Gli attuali tempi
ristretti sono una conseguenza diretta del fatto che il Consiglio federale non
è intervenuto nel 2022, quando la durata per l'approvazione degli emendamenti è
stata ridotta da 18 a 10 mesi.
Se accettati, tali emendamenti comporterebbero una modifica
di fatto della Costituzione federale, il che richiede un referendum
obbligatorio. Definendo inizialmente gli emendamenti come di "lieve
entità" e di “natura tecnica”, il Consiglio federale non si è adoperato
per garantire un’adeguata informazione alla popolazione. La procedura di
consultazione recentemente avviata è un passo nella giusta direzione, ma non è
sufficiente per tutelare il rispetto dei principi democratici, soprattutto
considerando il tempo limitato disponibile per affrontare una questione così
complessa.
La bocciatura, lo scorso novembre, dell'iniziativa
cantonale promossa dalla sottoscritta e da altri cofirmatari, che chiedeva al
Consiglio federale di esercitare l'opting out, evidenzia un grave problema di
consapevolezza politica. L'iniziativa rappresentava una chiara presa di
posizione a favore della democrazia e dei diritti fondamentali, ma apparentemente
non è stata recepita in questo modo dalla maggioranza del Gran Consiglio che l’ha
respinta. Questo risultato suggerisce che molti deputati non hanno colto le
reali implicazioni degli emendamenti in questione, come l’introduzione della
censura, la soppressione della sovranità nazionale e l'indebolimento del
federalismo. È quindi più che mai necessario aprire un dibattito pubblico.
Il Consiglio federale deve agire al più presto esercitando
il suo diritto di opting out, il che non significherebbe respingere a titolo
definitivo gli emendamenti, ma vorrebbe dire prendersi il tempo necessario per
avviare un processo democratico adeguato, comprensivo di dibattito pubblico,
discussione in Parlamento e voto popolare.
L'associazione ABF-Schweiz ha lanciato una petizione per
far pressione sul Consiglio federale affinché respinga gli emendamenti, che vi
invitiamo a firmare. Ogni cittadino ha inoltre la possibilità di partecipare
alla procedura di consultazione attualmente in corso (scadenza 27 febbraio!),
un'occasione preziosa per esprimere la propria opinione e far sentire la
propria voce.
Maria Pia Ambrosetti, granconsigliera HelvEthica Ticino

