Amalia Mirante
Oltre 14'000 disoccupati. I ticinesi vogliono lavorare
Redazione
23.05.2026 19:58

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La disoccupazione in Ticino cresce. È vero, non era
necessario attendere gli ultimi dati perché sarebbe bastato prestare attenzione
agli articoli che annunciano la chiusura ogni giorno di una nuova
azienda. La situazione si fa sempre più complessa, e in un territorio come il
nostro non possiamo solamente limitarci a ritenere i conflitti geopolitici e le
tensioni internazionali come unica causa. Purtroppo, la situazione economica
del Cantone diventa sempre più preoccupante e persino le aziende storiche che operano
sul territorio da decenni incontrano sempre più difficoltà.
E qui si inserisce il dato appena pubblicato relativo al
tasso di disoccupazione in Ticino nel primo trimestre 2026. Come spesso capita
anche questa volta il dato calcolato secondo il metodo dell’Organizzazione
internazionale del lavoro (ILO), che fa riferimento a metodi statistici basati
su sondaggi telefonici, parla di un tasso del 7,6%, oltre 14’000 persone che
cercano un lavoro. Impressionante la differenza con il dato calcolato dalla
Segreteria di Stato dell’economia (SECO): in questo caso il tasso sarebbe solo
del 3,2% e i disoccupati 5’500.
Naturalmente conosciamo bene la natura differente di questi
due indicatori: il dato SECO si basa esclusivamente sulle persone iscritte
presso gli uffici regionali di collocamento. Abbiamo sempre detto che
evidentemente questo numero è sottostimato, perché ci sono tantissime persone
in cerca di lavoro che per una ragione o per l’altra non rientrano in queste
statistiche ufficiali.
Ma la questione non è un aspetto di secondo piano, oppure
una problematica che riguarda solo gli economisti, anzi. Quando la differenza è
così grande, bisogna assolutamente che la politica economica del nostro Cantone
ne tenga conto. Il tasso dell’ILO è cresciuto dal 6,7% del quarto trimestre del
2025 e dal 6,6% dello stesso periodo dell’anno scorso. Per trovare un tasso
così alto bisogna tornare al secondo trimestre del 2021, in piena crisi COVID.
Ora è il momento di agire. Ora è il momento di rimboccarsi
le maniche. È il momento che il lavoro, con tutte le sue difficoltà, torni a
essere il tema principale della politica economica e sociale di questo Cantone.
Eppure, mentre la situazione non fa altro che peggiorare, il
silenzio diventa sempre più assordante. Possibile che nessuno si preoccupi
delle aziende che continuano a chiudere battenti e delle persone che oramai
sono disperate? Ci si nasconde dietro alla finta illusione che bastino i
sussidi, ma la gente vuole lavorare e vivere dignitosamente e autonomamente con
il proprio stipendio.
Amalia Mirante, deputata Avanti con Ticino&Lavoro, Economista e docente universitaria

