Michele Sussigan
Obiettivo ErreDiPi: tirare la corda fino alle elezioni del CdA della cassa Pensione
Redazione
27.02.2024 06:03

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Da impiegato dello Stato da oltre
40 anni, ho subito tutti i tagli salariali, mancati carovita, contributi di
solidarietà che si sono succeduti negli anni, ma da impiegato dello Stato ho
sempre ricevuto un salario che mi ha permesso di vivere dignitosamente.
Da rappresentante del personale,
come presidente della Federazione Svizzera Funzionari di Polizia, per oltre un
ventennio mi sono sempre battuto per il miglioramento delle condizioni di
lavoro, per sostenere tanti collaboratori e non da ultimo per partecipare a
tavoli tecnici e trattative per trovare
soluzioni concrete. Ma più in generale per contribuire alla pace del lavoro.
Ora i venti di sciopero, poco
conosciuti alle nostre latitudini, ma più vicine alle realtà della vicina
penisola, della Francia, o di paesi che funzionano molto peggio della Svizzera
pongono diversi interrogativi.
I rappresentati del personale
riconosciuti dal Consiglio di Sato, hanno partecipato alle trattative, hanno
ottenuto dei risulti interessanti quali l’abolizione del contributo di
solidarietà e alla parziale compensazione del carovita con 400 CHF e 2 giorni di vacanza.
Quest’ultima misura, sbagliata,
da me considerata un pasticcio a cui rinuncerei volentieri con la garanzia di
sistemare il rincaro per il 2025, oltre che avere un costo importante, mette i
dipendenti dello stato in una situazione di disagio poiché è difficile
comprendere se è questo che mancava al collaboratore o semplicemente era più
consono un rincaro, magari un po’ ridotto, ma in ogni caso un rincaro che
permetta di rimanere al passo con il costo della vita.
E malgrado qualche cosa si sia
ottenuto, malgrado che sono state votate delle misure di compensazione per
l’abbassamento del tasso di conversione della cassa pensione, si arriva ugualmente
allo sciopero. Sciopero che divide, sciopero che crea frizioni interne,
sciopero che, solo per discuterne, fa sprecare giornate di lavoro, non solo
agli impiegati dello Stato ma a tutto il paese, creando fratture spesso
insanabili.
Ma a chi giova tutto ciò? La mia
personale opinione è che indipendentemente da cosa si ottiene si sta tenendo
viva la fiamma della protesta per alimentare la campagna relativa all’elezioni
dei rappresentanti nel CDA della Cassa pensione dello stato a cui i maggiori
fautori dello sciopero rincorrono da anni.
Ma la cassa Pensione
difficilmente sarà risanata con bandiere e slogan.
Michele Sussigan, Impiegato dello
Stato FSFP-SIT

