Partito Comunista
Nuova legge sull'e-ID: garanzie ancora insufficienti. No al rischio di schedatura!
Redazione
27.08.2025 08:27

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il prossimo 28 settembre si voterà sulla legge sull’e-ID con
la quale si prevede l’introduzione di una carta d’identità elettronica. Si
tratta di una nuova versione di una legge già respinta dal popolo nel 2021
(come peraltro suggerito allora anche dal nostro Partito).
Benché il testo sottoposto al voto mantenga una formulazione
ancora piuttosto ambigua al suo art. 1 cpv. 2 lit. b circa il ruolo delle
aziende private, il fatto che l’e-ID potrà essere rilasciata
esclusivamente dalla Confederazione è un miglioramento rilevante che garantisce
un essenziale primato dell'ente pubblico sui privati. Come Partito Comunista
apprezziamo questo aspetto in quanto potenzialmente capace di conferire
maggiore trasparenza, stabilità e riservatezza alle soluzioni informatiche.
E tuttavia i problemi continuano ad essere notevoli:
1) Non è garantito che l’e-ID resti facoltativa:
oltre a non essere menzionato esplicitamente nel testo di legge, sono
previsti dei costi per coloro che si ostineranno a non usare l’e-ID.
2) Le aziende private, e fra loro le grandi
multinazionali, potranno utilizzare l’e-ID durante le transazioni o nell’uso
delle loro piattaforme informatiche: la raccolta a fini commerciali di dati
personali, incluse immagini facciali non sarà insomma limitata.
3) Non si può escludere a priori che i dati biometrici 3D
possano essere utilizzati a fini di sorveglianza nello spazio pubblico o,
peggio ancora, di controllo sociale. Il fatto che la gestione dell'e-ID
sarà affidata alla Polizia federale, che nel nostro Paese si occupa anche del
controllo politico, è preoccupante: dopo lo scandalo delle schedature delegare
a un corpo di polizia giudiziaria un incarico così delicato per la sfera
personale dei cittadini è al limite del provocatorio. Non abbiamo garanzie che
in futuro, visto gli irrigidimenti securitari che vediamo nell'UE, per
isolare soggetti politicamente scomodi non si disattivi la loro identità
elettronica limitandone gli spostamenti o l'accesso a determinati servizi.
Benché non contrario di principio alla digitalizzazione e
ben comprendendo la comodità per i cittadini nel disporre di un
identificativo elettronico unico per accedere ai dati personali (conti
correnti, assicurazione malattia, ecc.), il Partito Comunista, a maggioranza,
non ritiene sufficiente le garanzie democratiche di questa legge e invita
quindi a votare NO.
Partito Comunista

