Christian Fini e Marzio Mazzoleni
Nucleare e rinnovabili alla riscossa
Redazione
10.01.2025 08:38

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La
recente apertura del Consiglio federale alla creazione di nuove centrali
nucleari rappresenta un passo importante per la Svizzera, che oggi si trova in
una posizione di forte dipendenza estera a livello energetico. Il nostro Paese
importa infatti gran parte dell’energia di cui necessita, esponendosi ai rischi
legati alle fluttuazioni di mercato, alle crisi geopolitiche e alla
disponibilità di risorse esterne. In questo contesto, l’apertura - da parte
della Berna federale - all’energia nucleare di nuova generazione potrebbe
costituire una soluzione sostenibile e lungimirante.
Gli
impianti di nuova generazione infatti offrono numerosi vantaggi rispetto a
quelli tradizionali. Sono progettati per essere più sicuri, con sistemi che
riducono significativamente il rischio di incidenti e la produzione di scorie
radioattive. Inoltre, garantiscono una maggiore efficienza energetica e possono
essere integrati con tecnologie avanzate per il riciclo e la gestione dei
rifiuti nucleari, minimizzando l’impatto ambientale.
Insieme
al nucleare, altre soluzioni innovative potrebbero giocare un ruolo chiave per
garantire l’approvvigionamento energetico del nostro Paese. Ad esempio, i
pannelli solari installati in alta montagna, grazie al maggiore irradiamento
solare a quelle altitudini, possono offrire una produzione di energia
rinnovabile particolarmente efficiente e costante durante tutto l’anno. Allo
stesso modo, le micro centrali elettriche nei boschi, sfruttando risorse idriche
locali e salvaguardando la flora e la fauna, rappresentano un’opportunità per
produrre energia su scala ridotta ma sostenibile, rafforzando ulteriormente
l’autonomia energetica svizzera.
Con
impianti di nuova generazione costruiti sul territorio nazionale e un mix
energetico diversificato, la Svizzera potrebbe combinare queste soluzioni
innovative, garantendo un approvvigionamento sostenibile ed equilibrato.
Non
si può inoltre ignorare il ruolo che il nucleare potrebbe svolgere nella lotta
contro i cambiamenti climatici. L’energia nucleare è una delle poche fonti in
grado di produrre grandi quantità di elettricità senza emissioni dirette di gas
serra. In combinazione con lo sviluppo delle rinnovabili, come i pannelli
solari e le micro centrali, il nuovo nucleare potrebbe accelerare la
transizione verso una società a basse emissioni di carbonio, contribuendo al
raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali e internazionali.
Ovviamente,
la decisione di investire in questi scenari richiede una riflessione
approfondita e il coinvolgimento della popolazione. È essenziale garantire che
gli impianti siano costruiti e gestiti con i più alti standard di sicurezza, e
che vi sia trasparenza nella comunicazione dei rischi e dei benefici. Tuttavia,
alla luce dei progressi tecnologici e della necessità di rafforzare la
produzione energetica indigena, questo è uno scenario che la Svizzera non può
permettersi di ignorare.
Di
Nucleare si discuterà durante il dibattito pubblico “Nucleare sostenibile?”
organizzato dall’associazione LEA del PLRT il prossimo 23 gennaio a Tesserete,
che vedrà come relatori e relatrici: il presidente di AET Giovanni Leonardi, il
presidente di AITI Oliviero Pesenti, l’imprenditore Rocco Cattaneo, il
coordinatore del WWF Francesco Maggi e la granconsigliera Cristina Zanini
Barzaghi.
Christian
Fini, vicepresidente LEA-PLRT
Marzio
Mazzoleni, membro fondatore LEA-PLRT

