Adriano Venuti
Non fatevi scacciare di casa!
Redazione
16.10.2024 08:04

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 24 novembre saremo chiamati a votare su due referendum fondamentali per la
salvaguardia di un diritto di locazione che oggi è già troppo sfavorevole alle
inquiline e agli inquilini.
Chi abita in affitto sta subendo una crescente pressione. Negli ultimi anni
abbiamo assistito a un costante aumento dei costi delle pigioni ben superiore
al tasso d’inflazione e al potere d’acquisto delle famiglie. Questa situazione
non è sostenibile: molti di noi vedono una fetta sempre più grande del proprio
reddito erosa dal pagamento del canone di locazione. Questo non è solo un
problema economico, ma anche sociale, poiché limita la nostra capacità di
risparmiare, investire e vivere dignitosamente.
Inoltre, le statistiche dimostrano un fatto preoccupante: ogni volta che cambia
l'inquilino di un appartamento, il nuovo affitto tende a essere
significativamente più alto rispetto al precedente. Un recente studio
commissionato dall'Ufficio federale delle abitazioni alla Banca Cantonale di
Zurigo ha evidenziato un dato chiaro: mentre gli affitti per le abitazioni in
cui gli inquilini non sono cambiati negli ultimi anni sono rimasti
relativamente stabili, con un aumento inferiore al 5%, i nuovi contratti
stipulati dopo il 2006 mostrano incrementi totali del 24%. Questo significa che
i nuovi affitti aumentano molto più velocemente rispetto a quelli pagati dagli
inquilini di lunga durata, creando una spirale che continua a spingere i prezzi
verso l'alto. Questo meccanismo sfrutta il ricambio degli inquilini per
aumentare i prezzi, anche quando non vi sono miglioramenti reali negli
immobili.
Le misure contro le quali abbiamo lanciato i due referendum e che ora dovremo
votare puntano a cambiare le regole per la sublocazione e per il cosiddetto uso
proprio; regole che sono già sufficientemente chiare ed efficaci. Le leggi
attuali garantiscono un equilibrio tra il diritto dei proprietari di gestire i
propri beni e la protezione degli inquilini da abusi. In questo contesto è
chiaro che il vero obiettivo di queste due modifiche legislative è unicamente
quello di poter disdire più facilmente i contratti di lunga durata in modo da
poter poi rimettere sul mercato gli stessi alloggi a un prezzo sensibilmente
più alto.
Ciò che vediamo con queste proposte è in realtà una tattica del salame, una
strategia per introdurre cambiamenti piccoli e graduali che, alla fine,
comprometteranno profondamente i diritti degli inquilini. Non è un caso che i
prossimi obiettivi della lobby immobiliare sono l'abolizione della possibilità
di contestare la pigione iniziale e la sostituzione della pigione basata sui
costi con quella in uso nel quartiere. È in corso un attacco ben orchestrato al
diritto di locazione. Questi referendum sono solo l'inizio di un percorso che,
se lasciato proseguire, renderà ancora più difficile prendere in locazione
alloggi a prezzi giusti e accessibili.
Il nostro compito è di difendere e rafforzare i diritti delle inquiline e degli
inquilini, difendere un mercato dell'alloggio giusto e contrastare questo
tentativo di concentrare ancora più potere nelle mani dei grandi proprietari
immobiliari.
Per questi motivi, è necessario sostenere i due referendum del 24 novembre,
votando in maniera convinta due volte NO.
Adriano Venuti, presidente Associazione Svizzera Inquilini - Sezione della Svizzera Italiana

