Massimo Ferrari
Non è vero che l’iniziativa antidumping farà aumentare i salari in Ticino
Redazione
02.03.2026 16:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Sono un imprenditore ticinese e non posso restare in
silenzio davanti a una bugia che sento ormai ripetere come un mantra dai fautori
della sedicente iniziativa contro il dumping sulla quale voteremo il
prossimo 8 marzo. I salari con questa iniziativa non aumenteranno. Nemmeno un
po’.
Le regole proposte si limitano a chiedere un aumento dei controlli da parte
dell’amministrazione pubblica. Vogliono creare un Cantone Grande fratello…
I salari aumentano quando un’azienda cresce, investe, innova e può permettersi
di pagare di più. Questa iniziativa non crea ricchezza: crea solo burocrazia.
Il testo dell’iniziativa non contiene nemmeno una riga che
obblighi ad alzare i salari. Nessun nuovo salario minimo o di riferimento,
nessun automatismo, nessuna norma che imponga paghe più alte. L’unico effetto
concreto sarebbe imporre allo Stato di assumere oltre 160 nuovi ispettori, per
un costo superiore ai 18 milioni di franchi all’anno. Soldi pubblici che non
finiscono nelle tasche dei lavoratori, ma in un enorme apparato amministrativo.
E poi c’è un altro punto che gli iniziativisti si guardano
bene dal raccontarci: il Ticino è già il Cantone più controllato della
Svizzera. Oggi sono controllate annualmente il 30% delle aziende, contro il
3–5% richiesto a livello federale. E i risultati? Gli abusi sono pochissimi e
quasi sempre frutto di semplici errori di calcolo. Quindi non è un problema di
controlli insufficienti, ma di una narrazione politica non corretta che serve
solo ad interessi partitici.
Se questa iniziativa passasse, le imprese dovrebbero
notificare ogni contratto, ogni cambiamento, ogni scioglimento. Un lavoro
amministrativo infinito e costoso. E quando aumentano i costi inutili, gli
stipendi non salgono: al contrario, si bloccano. Quando si appesantiscono le
aziende, non si crea lavoro: si rischia di perderlo. E di scoraggiare futuri
investimenti.
La verità è che con questa iniziativa non aumenterebbe
nemmeno un franco nelle buste paga dei lavoratori.
Aumenterebbero solo i costi, la burocrazia e la distanza tra chi crea posti di
lavoro e chi li ostacola con ricette sbagliate. E metterebbe a repentaglio il
nostro benessere. Per il bene dei
lavoratori, delle imprese e dell’economia ticinese, questa bugia va
smascherata. E l’iniziativa va respinta.
Massimo Ferrari, Imprenditore, Lodrino

