Lorenzo Onderka
Nomine pubbliche: quando la legge diventa una farsa – Parte 2
Redazione
21.02.2025 10:45

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Nel precedente intervento del deputato Evaristo Roncelli è stata illustrata
la proposta del governo sui ricorsi contro le nomine pubbliche, che non ha
ottenuto consenso in Commissione giustizia e diritti. La Commissione si è
divisa: una maggioranza (10 membri, di cui 3 con riserva) ha avanzato una
controproposta, mentre 6 membri hanno respinto il messaggio senza alternative,
sostenendo così lo status quo. La controproposta introduce due modifiche:
l’eliminazione dell’effetto sospensivo dei ricorsi e la restrizione dei motivi
di ammissibilità. L’abolizione dell’effetto sospensivo significa che, anche se
il ricorso viene accolto, il candidato nominato illegittimamente potrà mantenere
la posizione per 6-8 mesi prima di un'eventuale rimozione. Ciò penalizza i
candidati qualificati ed esclude chi subisce discriminazioni basate su genere,
stato civile o origine. La restrizione dei motivi di ricorso esclude, tra gli
altri, le selezioni condotte in modo irregolare o con favoritismi, in contrasto
con le sentenze del Tribunale Federale. Il governo stesso ha ammesso la
mancanza di direttive chiare sulla valutazione delle candidature e sulle
modalità di nomina, lasciando ai dirigenti ampia discrezionalità. Questo
potrebbe tradursi in trattamenti differenziati tra candidati, con alcuni
sottoposti a selezioni rigorose e altri favoriti attraverso processi
facilitati. Anche la controproposta presenta criticità significative, rendendo
preferibile il mantenimento dello status quo. In conclusione, è preoccupante
che, in un contesto ticinese segnato dall’aumento della povertà e dalla
precarietà lavorativa, i Consiglieri di Stato dedichino tempo a proposte tanto
inopportune invece di affrontare le reali emergenze sociali. Tale condotta
desta sconcerto e rammarico.
Lorenzo Onderka - Già candidato per Avanti con Ticino&Lavoro

