Andrea Giudici
Nodo intermodale: uno scempio urbanistico per il Locarnese
Redazione
03.06.2025 09:25

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il
progetto del nodo intermodale di Muralto, in votazione il prossimo 15 giugno,
viene promosso come l’unica soluzione innovativa per la mobilità del Locarnese.
L’auspicio viene a cozzare con la realtà dei fatti: si tratta di un progetto
sovradimensionato, dal costo di 17 milioni di franchi, che comporterà più
disagi che benefici.
L’idea
di concentrare oltre 250 passaggi di bus al giorno sul lungolago di Muralto e,
in salita, su Viale Cattori solleva numerose perplessità: forte impatto
ambientale legato all’aumento del traffico e delle emissioni foniche in un’area
urbanisticamente strategica e pregiata, riduzione drastica dei posteggi
adiacenti la stazione FFS (edifico storico ristrutturato interamente tra il
2017 e il 2019 e adeguata nel 2023 per le persone con disabilità), difficoltà
di accesso alla stazione per anziani, persone con disabilità, famiglie con
bambini o viaggiatori con bagagli. Anni di cantieri e deviazioni del traffico che
rischiano di infliggere un ulteriore colpo al commercio e alla ristorazione
locale, già in crisi.
Tutto
questo per un’infrastruttura che non affronta realmente i problemi della
mobilità regionale, né snellisce la viabilità attorno alla stazione.
Questo progetto calato
dall’alto, dopo oltre 10 anni di elaborazione e ritardi, ha volutamente escluso
i 10mila metri del terreno FFS, e ciò solo per favorire gli interessi
immobiliari delle ferrovie intenzionate a costruire immobili. Eppure la
posizione di quel terreno sarebbe ideale per una "congiunzione"
trasporto su gomma-treni, senza andare a impattare con i bus la zona a lago
Debarcadero-Viale Cattori. Un tratto di strada che, considerando lo stesso
immobile della Stazione e quello del Debarcadero (fine '800-inizi '900)
potrebbe benissimo rientrare nel percorso "Belle époque" che la Città
sta progettando da Largo Zorzi al Castello: senza ovviamente sfilate giornaliere
di centinaia bus in salita su un Viale in porfido a rovinare il concetto. Il
quartiere della stazione, oltre a essere una porta d’ingresso turistica, è uno
dei paesaggi più pregiati del territorio urbano: vista lago, passeggiate,
edifici storici, piccoli giardini pubblici. Pensare di trasformarlo in un flusso
di traffico intenso per autobus è una contraddizione evidente con qualsiasi
strategia di valorizzazione turistica della regione. La realizzazione di questo
progetto impedirebbe infine lo svolgimento delle manifestazioni sul lungolago.
Il Locarnese merita soluzioni praticabili, sostenibili e
condivise, non progetti calati dall’alto. Il 15 giugno votiamo NO, per
difendere il buon senso, il territorio e una mobilità davvero a misura d’uomo.
Andrea
Giudici, deputato in Gran Consiglio UDC, Locarno

