Paolo Camillo Minotti
Nodo intermodale di Muralto e propaganda acchiappa-sciocchi
Redazione
12.06.2025 16:53

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Diciamo subito a scanso di equivoci che nessuno contesta
la necessità del nodo intermodale di Muralto, né che esso possa e debba essere
migliorato rispetto alla situazione attuale. È importante fare questa premessa
perché, leggendo le prese di posizione dei favorevoli, si potrebbe essere
portati a credere che i contrari vogliano sopprimere le partenze dei bus da
Muralto. Inoltre si raccontano molte fesserie: per esempio quando alcuni
sindaci o abitanti delle Valli affermano che occorrerebbe pensare anche
all’utilità per le Valli e non solo a un piccolo quartiere di Muralto, oppure
quando alcuni fautori coûte que coûte dei mezzi pubblici affermano che occorre
finalmente migliorare l’efficienza e la fluidità dei trasporti pubblici;
costoro dovrebbero spiegare perché il proposto nuovo nodo intermodale
migliorerebbe la fluidità e l’efficienza dei collegamenti con le Valli! Perché
in effetti non solo ciò non è affatto dimostrato, ma questo tanto decantato
“nodo intermodale” non risolverebbe per nulla i rallentamenti del traffico in
viale Stazione a Muralto, in quanto nella progettazione non si è voluto
prevedere l’unica misura che avrebbe potuto alleviarli: un sottopassaggio
pedonale di cui tutti gli utenti del traffico locarnese vedono la necessità.
Inoltre i fautori della proposta in votazione dovrebbero dimostrare – in quanto
le persone con un po’ di raziocinio se lo chiedono – perché mai facendo
circolare i bus sotto la stazione (e facendoli in parte arrivare o partire
tramite viale Cattori e l’imbocco del lungolago di Muralto) – il traffico
verrebbe fluidificato? Infatti, questi bus dovrebbero poi comunque immettersi
nella strada principale al semaforo del debarcadero, motivo per cui il traffico
sarebbe comunque sempre sovraccaricato e/o rallentato: si dovrà presumibilmente
dare loro la priorità con un minutaggio più lungo in entrata o in uscita dal
lungolago di Muralto, riducendo corrispettivamente il tempo dato al traffico
circolante su viale Balli / via Stazione…..
Ma i due motivi più importanti che personalmente mi
inducono a votare No sono i seguenti:
1-
Non è concepibile che per allestire un nodo intermodale
della stazione si vada a fare scempio del tratto iniziale del lungolago di
Muralto, uno dei pochi angoli ancora in qualche misura attrattivo di
Locarno-Muralto, perché abbellito da viali d’alberi e giardini pubblici e che
inoltre è un punto di ritrovo pure per un nutrito traffico pedonale, occasionato
dagli utenti dei battelli e dei ristoranti della zona ma anche semplicemente da
gente che vuole passeggiare sul lungolago. Inoltre anche nel viale che sale
verso la Stazione, per non parlare della piazza sotto la stessa, si darebbe
luogo una “selva” sterminata di bus, che non sarebbero un bel vedere e
svilirebbero l’edificio della stazione recentemente restaurato. D’accordo:
anche i posteggi attuali non sono molto esaltanti, ma perlomeno ci sono ancora
degli alberi, che rendono gli esercizi pubblici esistenti un punto di ritrovo
ancora attrattivo.
Condivido in parte quanto scritto dall’avv. Mauro Belgeri
su LaRegione dell’11 giugno, e cioè che il Comune di Muralto non è stato molto
esemplare nel favorire uno sviluppo urbanistico di qualità e purtroppo ha
lasciato scomparire negli scorsi anni parecchie testimonianze architettoniche
di pregio, sostituite spesso da una edilizia dozzinale e speculativa. Tuttavia
non ritengo che questa sia una ragione sufficiente per distruggere
definitivamente, con un progetto pubblico dall’impatto devastante, quel poco che
resta dell’identità e della qualità di vita muraltese!
2-
Si può votare No al progetto in votazione con tranquillità
di coscienza, in quanto ci sono delle alternative possibili e a portata di
mano. Come i referendisti hanno sempre sottolineato, c’è l’area a nord della
stazione (ovvero la sterminata spianata d’asfalto a lato della stazione FFS e
sopra quella della Centovallina), che appare come predestinata ad accogliere
una efficiente stazione di partenza dei bus. Come è stato più volte detto, la
stazione dei bus potrebbe essere approntata al piano terreno o parzialmente
interrata, mentre sopra vi si potrebbero inserire altri contenuti. Senza con
questo volere andare a costruire mega-progetti faraonici e speculativi, come
quello bloccato qualche anno fa dall’autorità cantonale! Ovviamente sarebbe
auspicabile una architettura di qualità per questa eventuale edificazione, ma
questo è un altro discorso che esula dalla questione del nodo intermodale.
In realtà il problema soggiacente, che forse spiega
questo progetto bislacco di nodo intermodale, è la brama speculativa dei
proprietari dell’area citata a nord della stazione (nel caso specifico: le FFS
e non so se anche le FART), che vogliono massimizzarne il rendimento edificatorio
e all’uopo se ne infischiano di eventuali necessità intermodali dei trasporti
pubblici. Ma le autorità pubbliche, comunali e cantonali, non dovrebbero
avallare acriticamente i desiderata delle FFS e dovrebbero far capire loro che
ci sono delle esigenze di interesse pubblico su quell’area (perdipiù attinenti
ai trasporti pubblici), che vanno considerate in priorità. L’autorità pubblica,
responsabile della pianificazione territoriale, non dovrebbe mai degradarsi al
ruolo di mero “servo” di interessi speculativi privati (poco importa che sia il
Pinco Pallino di turno o che sia una ex regìa federale come le FFS).
Per terminare non si può non accennare a un ulteriore
“argomento” dei favorevoli (che è al solito il “mantra” dei menatoroni
ministeriali): il pericolo della perdita dei sussidi federali. Quante volte
l’abbiamo sentito profferire tale argomento? Per i due inceneritori negli anni
’90, per il Tram-Treno luganese (che implica la soppressione della linea di
collina della Lugano-Ponte Tresa), eccetera. E ogni volta, immancabilmente, la
deputazione ticinese a Berna riuscì sempre a salvare tali sussidi, procrastinando
il termine per l’ottenimento degli stessi.
È un “argomento” talmente trito e ritrito che ormai appare logoro e, di
fatto, lo si potrebbe definire l’argomento acchiappa-sciocchi.
Paolo Camillo Minotti

