Comitato Salva Viale Cattori
Nodo intermodale, Davide contro Golia
Redazione
30.05.2025 15:07

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Da un lato
un ben oliato apparato istituzionale, dall’altro un gruppo spontaneo di
cittadini riuniti nel Comitato apartitico Salva Viale Cattori, quest’ultimo
forte dell’appoggio della popolazione che ha sottoscritto in poche settimane
(oltre 10mila firme) la domanda di referendum ora al voto il 15 giugno. Un
braccio di ferro dal sentore di Davide contro Golia quello sul nodo intermodale
della Stazione di Locarno. Non si vede chi non sia stato sollecitato a
mobilitarsi dall’ingranaggio istituzionale a sostegno del progetto imposto
dalla politica: deputati alle camere federali, granconsiglieri, sindaci, presidenti
delle commissioni dei trasporti, la più parte dei partiti cantonali, svariati
organismi istituzionali dalle sigle altisonanti e quant’altro. Tutti collegati,
in un modo o nell’altro, alla politica (o partitica se si vuole), scesi in
campo per “megafonare” il Sì, sbraitato all’unisono sui media con lo
spauracchio del non si farà più nulla per il prossimo decennio se il No
prevarrà.
Così facendo si sottace l’intento del Comitato Salva Viale Cattori, che non si
batte contro il nodo intermodale. Chiede semplicemente di rimettersi al tavolo per
trovare soluzioni più condivise. Ciò riconsiderando l’intero comparto della
Stazione, comprendente anche i 10.000 m2 di superficie sul retro della stessa.
Il progetto della politica esclude infatti questo terreno di proprietà delle
FFS, ente pubblico con tutto l’interesse a realizzare il nodo intermodale. Ma quest’
area, con la pianificazione che il Municipio di Muralto sta preparando, avrà un
valore edilizio plurimilionario. Così, guarda caso, la scelta del dove
collocare il nodo è caduta proprio sul progetto che prevede l’occupazione di sole
superfici cantonali e comunali, risparmiando quindi il terreno FFS. Nessuno
scrupolo se ciò determina l’uso scriteriato (corridoio di transito per 250 bus
giornalieri!) di una porzione privilegiata di territorio a riva lago.
È questo
concetto pianificatorio che Salva Viale Cattori confuta, sostenuto da migliaia
di cittadine e cittadini che hanno ritenuto la soluzione sdoganata dalla
politica priva di buon senso.
Un vero e proprio esercito istituzionale si è, come detto, ora schierato in
difesa del progetto votato dal Gran Consiglio (17 milioni complessivi). Vien da
chiedersi se tutta questa enfasi non sia soprattutto dovuta al timore di
perdere la faccia nell’ennesimo confronto (capita sempre più spesso di questi
tempi!) fra le scelte politiche e il verdetto popolare. Per chi non è del
Locarnese, forse, sarà difficile farsi un’idea sul come votare. Potrà comunque
sempre considerare che migliaia di cittadine e cittadini hanno contestato, fin
dalla sua nascita, il progetto che la politica vuole imporre e ciò vorrà pur
significare qualcosa. Grazie per un NO il 15 giugno!
Comitato
Salva Viale Cattori, rappresentante delle oltre diecimila persone che hanno
sottoscritto la domanda di referendum oggi al voto

