Anastassiya Fellmann
NO all’iniziativa per il “futuro” – un attacco diretto alla proprietà privata, alle imprese e alla libertà economica
Redazione
19.11.2025 17:16

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Secondo
il solito costume, la GISO cerca di promuovere le proprie idee controproducenti
mascherandole dietro a belle parole e buone intenzioni. Eppure questa volta non
sono riusciti nemmeno in questo: l’iniziativa per il futuro è un attacco
diretto e senza ambiguità alla proprietà privata, alle imprese e alla libertà
economica in Svizzera. Dietro alla proposta dei Giovani Socialisti non vi è
alcuna visione costruttiva o riforma utile. Sussiste solamente la solita logica
dell’invidia e della penalizzazione del successo.
Le conseguenze
Il
progetto in questione intende introdurre un sistema di tassazione
manifestamente sproporzionato, che finirebbe per colpire non solo coloro che,
attraverso anni di lavoro, sacrifici e responsabilità, contribuiscono in modo
determinante alla prosperità, all’occupazione e alla stabilità della Svizzera,
ma anche numerosi lavoratori e famiglie. In concreto, l’iniziativa pretende di
introdurre un’imposta federale con un’aliquota del 50% (da aggiungere a quelle
cantonali e comunali) sulle successioni e sulle donazioni delle persone fisiche
con patrimoni superiori ai 50 milioni di franchi. Tassare la successione come
propone la GISO comporterebbe la chiusura, la vendita o la delocalizzazione di
innumerevoli aziende familiari e PMI, che costituiscono l’ossatura della nostra
economia nazionale.
In ginocchio centinaia di aziende
È
essenziale comprendere che questa imposta graverebbe direttamente sugli eredi,
i quali spesso non dispongono della liquidità necessaria per farvi fronte,
poiché il patrimonio trasmesso è investito nell’azienda stessa. Per pagare
l’imposta sarebbero quindi costretti a vendere quote, a disinvestire o persino
a cedere l’intera attività. L’approvazione di un simile meccanismo metterebbe
in ginocchio centinaia di aziende solide e produttive, con conseguenze
drammatiche per l’occupazione e per l’economia nazionale. Inoltre, è chiaro che
molte famiglie proprietarie di aziende di piccole, medie e grandi dimensioni
non attenderebbero certo l’entrata in vigore di una simile imposizione.
Trasferirebbero la residenza e i patrimoni all’estero, portando con sé anche le
imprese che hanno costruito. La conseguenza sarebbe un indebolimento del
tessuto economico svizzero e la perdita di migliaia di posti di lavoro
qualificati.
Dobbiamo dire un chiaro NO
La
Svizzera ha costruito la propria prosperità su basi chiare: libertà economica,
responsabilità individuale e stabilità fiscale. La proposta della GISO punta a
distruggere tutti e tre questi principi, trasformando il successo e l’impegno
in colpa e violando la garanzia della proprietà privata, nel tentativo di
trasformarla in qualcosa da redistribuire. Bisogna avere il coraggio di dirlo:
questa è l’ennesima iniziativa socialista che punta a creare un modello di
società in cui lo Stato decide chi ha diritto a cosa, una deriva che non
appartiene né alla nostra tradizione né ai nostri valori. Demonizzare chi
lavora e crea significa indebolire l’intero Paese. La libertà e la proprietà
sono la base della responsabilità e della prosperità. Per questo, il 30 novembre
dobbiamo dire un chiaro NO all’“Iniziativa per il futuro”: un progetto che mira
ad avvicinare la Svizzera a un modello di economia centralizzata e
collettivista, lontano dai principi che hanno garantito la nostra indipendenza
e il nostro benessere.
Anastassiya Fellmann, Vicepresidente GUDC Ticino

