Partito Comunista
No all'aumento dell'IVA per integrarci alla NATO!
Redazione
29.01.2026 11:31

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il Partito Comunista si oppone
fermamente alla decisione di aumentare a 31 miliardi di franchi il budget
della sicurezza e dell’esercito tramite un innalzamento di 0,8 punti
percentuali sull’imposta sul valore aggiunto (IVA). L'IVA è infatti una
tassa iniqua e antisociale, che tutti - dall'operaio al miliardario - pagano in
ugual misura e che andrebbe semplicemente abolita: aumentarla per finanziare la
corsa al riarmo - proprio come ci ordinano la NATO e l'UE - è semplicemente
inaccettabile!
Se fino ad ora il peggior Consiglio
federale di sempre aveva sacrificato stato sociale e servizio pubblico pur di
rimpolpare le casse di un esercito già sovradimensionato e non più concepito
come di difesa, tanto da ipotizzare provocatoriamente persino l'invio di nostri
soldati in Ucraina (!), ora si attacca direttamente il potere d'acquisto
dei cittadini, già messo a durissima prova aumentando i prezzi di beni e
servizi, per finanziare il riarmo e l'integrazione dell'esercito svizzero alla
NATO.
Tutto ciò che riguarda le spese
militari ultimamente denota solo pressapochismo e costanti aumenti:
dall'acquisto degli F-35A con vincolo tecnologico USA (alla faccia della
sovranità nazionale!) ai droni (israeliani) che non funzionano se fa freddo. E
i lavoratori svizzeri dovrebbero ora venir tassati ancora di più per finanziare
questi incompetenti?
Il Consiglio Federale giustifica
questa scelta con il “deterioramento della situazione geopolitica”, come se
alla base di questa situazione non ci fosse proprio la stessa folle corsa alle
armi a cui assistiamo dal 2022, l'espansionismo della NATO e l'impunità con cui
Israele agisce: un riarmo che la Confederazione riproduce meccanicamente
sull’onda delle spinte guerrafondaie dell'UE, che non perde occasione di
fomentare odio contro le nazioni emergenti, a partire dalla Russia fino
all'Iran e in futuro magari anche la Cina.
Se al nostro governo importa
davvero della delicata situazione internazionale, la smetta di cedere ad ogni
follia del blocco euroatlantico e torni davvero neutrale, restituendo alla
nostra diplomazia quella credibilità che ha perso adottando sanzioni unilaterali
e votando per riesportare armi svizzere a paesi in guerra. Neutralità non
significa solo non aderire all'alleanza bellicista che ci circonda, ma anche
sviluppare una linea di politica estera e militare realmente indipendente da
quelle di Bruxelles!
Partito Comunista

