Piero Marchesi
No alla decrescita funesta de I Verdi
Redazione
04.02.2025 13:29

Foto: ©Chiara Zocchetti
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La
Svizzera è un esempio di gestione responsabile delle risorse naturali, con
politiche ambientali che hanno già portato a notevoli progressi. Ma questo non
basta alla sinistra ecologista, che vuole imporci l’ennesima misura estrema con
l’«Iniziativa per la responsabilità ambientale». Un’iniziativa che, dietro un
nome rassicurante, nasconde in realtà una minaccia diretta alla nostra
economia, alla nostra libertà e al nostro benessere.
Vogliono
davvero farci credere che distruggere posti di lavoro e paralizzare interi
settori produttivi sia la soluzione per l’ambiente? Pensano davvero che vietare
il traffico privato, aumentare il costo dell’energia e rendere il riscaldamento
un lusso sia la via giusta? E soprattutto, come pensano di applicare queste
misure senza far precipitare la Svizzera in una crisi senza precedenti?
Il vero
obiettivo di questa iniziativa non è la protezione ambientale, ma l’imposizione
di una dottrina ideologica che punisce chi lavora, chi innova, chi produce
ricchezza. Le conseguenze sarebbero devastanti: costi insostenibili per le
famiglie, restrizioni sulla mobilità, divieti su interi settori economici. È
questo il futuro che i Verdi vogliono per la Svizzera? Un Paese in cui il
benessere viene sacrificato in nome di un’utopia ambientalista irrealizzabile?
E non è
un’esagerazione: basta guardare la Germania, dove le follie verdi hanno già
messo in ginocchio l’industria automobilistica e spinto il Paese verso la
recessione. Basta vedere cosa sta accadendo in Europa, dove il costo
dell’energia è esploso e la popolazione è sempre più vessata da tasse e
divieti. Perché dovremmo commettere gli stessi errori? Dobbiamo davvero ridurre
la Svizzera ai livelli di Haiti o dell’Afghanistan per soddisfare le ossessioni
ideologiche della sinistra ecologista?
Per
fortuna, la Svizzera ha ancora un’arma potente: la democrazia diretta. E questa
volta possiamo usarla per fermare questa deriva prima che sia troppo tardi. Il
9 febbraio diciamo un chiaro e forte NO a questa iniziativa folle. Difendiamo
il nostro diritto a vivere in un Paese prospero, libero e competitivo. Non
lasciamo che un manipolo di ideologi radicali decida per tutti noi.
Piero
Marchesi, Consigliere nazionale UDC

