SISA
No al riarmo: soldi alla scuola, non alla guerra! Il Sisa scende in piazza
Redazione
15.05.2026 12:12

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L'assemblea del Sindacato Indipendente
degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitasi a Bellinzona poche settimane fa,
ha deciso di mobilitarsi sabato 6 giugno a Bellinzona dalle ore 13:30 per dare
continuità anche in Svizzera al grido lanciato da diversi movimenti
studenteschi europei che, nelle ultime settimane, si sono mobilitati contro il
riarmo e il ripristino della coscrizione obbligatoria, sotto lo slogan
"Soldi alla scuola, non alla guerra!".
Negli ultimi quattro anni l'Unione
Europea e la NATO hanno intrapreso delle folli politiche di riarmo che – fra le
altre cose – porteranno Bruxelles a sottrarre più di 800 miliardi di euro a
istruzione, servizi pubblici e sanità per finanziare l'industria bellica. A ciò
si aggiunge la pressione della NATO, che pretende dai suoi vassalli un aumento
della spesa nel settore militare pari al 5% del loro PIL. Nonostante non
aderisca formalmente a queste due organizzazioni, la Svizzera non è esente
dalla militarizzazione della società: lo si vede nei continui aumenti del
budget dell'esercito che, ad esempio, si vogliono ora finanziare addirittura
tramite un aumento dello 0,8% dell'IVA — una tassa antisociale —, nel tentativo
di smantellare il Servizio Civile e nella volontà di incorporare anche le donne
nel Servizio Militare. Le conseguenze di queste politiche le pagano soprattutto
i più giovani, che solo nel preventivo 2026 della Confederazione si vedranno
privare di mezzo miliardo di franchi destinati all'istruzione e alla ricerca —
soldi che verranno sacrificati sull'altare del riarmo — per non parlare degli
ulteriori 1,919 miliardi tagliati ad altri servizi pubblici. È inaccettabile!
Come se non bastasse, il nostro
esecutivo e i vertici dell'esercito chinano il capo di fronte a Bruxelles
sostenendo un accordo di sottomissione conosciuto con l'improprio nome di
"Bilaterali III" e promuovendo "collaborazioni" con la NATO
tramite esercitazioni militari comuni o addirittura proponendo di inviare
soldati svizzeri in Ucraina, come fatto dall'ex capo dell'esercito Thomas
Süssli. È per questo motivo che ci opponiamo agli accordi con l'UE e sosteniamo
l'iniziativa per la neutralità, la quale impedirebbe alla Svizzera di aderire
ad alleanze militari come la NATO, le vieterebbe di partecipare a guerre
militari ed economiche che affamano i popoli e aumentano il costo della vita, e
la porrebbe come mediatrice attiva a sostegno dei popoli oppressi.
Il SISA non ci sta: deploriamo le
scelte del nostro governo, che antepone la guerra all'istruzione, ed è per
questo che invitiamo studentesse e studenti, apprendiste e apprendisti,
associazioni, partiti e movimenti politici a scendere in piazza con noi!

