Moreno Colombo
No a inutili progetti estremisti, No all’iniziativa antidumping
Redazione
10.02.2026 16:22

Foto: ©Chiara Zocchetti
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L’iniziativa “Rispetto per i
diritti di chi lavora” si presenta come una soluzione al dumping salariale, ma
in realtà costruisce un gigantesco mostro burocratico destinato a soffocare
imprese e amministrazione senza portare alcun beneficio concreto ai lavoratori.
Le critiche raccolte nel fronte contrario sono chiare: la proposta parte da un
presupposto falso, ovvero che il Ticino sia popolato da datori di lavoro
disonesti. Ma i fatti dimostrano il contrario: il Cantone controlla già fino a
dieci volte più degli altri Cantoni, e le infrazioni rilevate sono pochissime,
spesso semplici errori tecnici.
Nonostante questo, l’iniziativa
vuole introdurre l’obbligo di notificare ogni contratto, ogni modifica, ogni
cessazione, creando un sistema di sorveglianza totale che trasformerebbe lo
Stato in una sorta di “grande fratello” del lavoro. Un apparato invasivo
rischia di minare la fiducia tra cittadini, aziende e autorità, aprendo allo
Stato l’accesso a tutti i dati salariali del Cantone.
Sul fronte dei costi, l’iniziativa
è un salto nel buio: per applicarla servirebbero oltre 160 nuovi funzionari e
18,5 milioni di franchi all’anno secondo le stime del Governo. Una cifra enorme
che andrebbe ad aggravare finanze cantonali già fragili, senza alcuna ricaduta
positiva sui salari dei lavoratori. Tutti questi controlli non alzerebbero di
un solo franco le retribuzioni, ma creerebbero solo “svantaggi” e un apparato
inutile e pesante.
Il tessuto economico ticinese,
fatto di moltissime piccole e medie imprese, verrebbe schiacciato sotto oneri
amministrativi inutili e soffocanti. Un simile aggravio rischierebbe di
scoraggiare investimenti e far fuggire aziende, con conseguenze dirette sull’occupazione
locale. E tutto questo per un sistema che sarebbe un unicum in Svizzera, senza
alcuna garanzia di efficacia contro il dumping: “Tanta carta, tanto spreco. E
nulla in cambio”.
In definitiva, l’iniziativa non
aumenta i salari, non migliora le condizioni dei lavoratori e non risolve i
problemi che dice di voler affrontare. Crea solo costi, ritardi, duplicazioni e
burocrazia. Un progetto estremista e inefficiente che va respinto.
Moreno Colombo, Presidente UDC Morbio Inferiore

