Roberta Soldati
Neutralità significa identità svizzera
Redazione
12.09.2026 09:27

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Nello scacchiere internazionale la Svizzera è
riuscita, grazie alla neutralità, a trovare una sua specificità, che l’ha
portata ad essere uno Stato affidabile agli occhi nelle altre Nazioni.
La neutralità non è un privilegio della
Svizzera, ma il nostro Paese è riuscito a conferirle delle caratteristiche
particolari che non si limitano al rifiuto di partecipare ai conflitti armati, alla
rinuncia a politiche di potere, ad alleanze militari o adesione a guerre
economiche. La nostra neutralità è una politica di pace, fatta di buoni uffici,
tesi sia a risolvere che prevenire conflitti. La sua attuazione avviene
mediante un lavoro costante e discreto, che non lascia spazio a gesta eroiche o
a dichiarazioni altisonanti in ambienti mondani.
La neutralità richiede dunque molta forza e
fermezza morale, poiché deve sottrarsi alle logiche delle pressioni esterne.
Purtroppo, negli ultimi anni, nella maggior
parte dei nostri Consiglieri federali, queste fondamentali caratteristiche non
le troviamo. Non essendo in grado di attenersi al concetto di “neutralità
svizzera”, essi hanno preteso di volerla “interpretare” ed “attualizzare”,
dandole delle definizioni a “geometria variabile”, cedendo a pressioni e
lusinghe (furbesche) provenienti da Stati esteri, in particolare dall’UE.
L’adesione alle sanzioni economiche volute dall’UE contro la Russia nella
guerra in Ucraina, con lo scopo di porre fine al conflitto in poche settimane,
hanno miseramente fallito e noi ancora di più, poiché ci siamo giocati anche la
nostra credibilità sul piano internazionale.
La neutralità svizzera ne sta uscendo letteralmente
a pezzi. La prova è, che altri Stati sono chiamati con maggiore successo a
prestare buoni uffici.
Nella mia vita professionale, non di rado
ricevo chiamate da persone residenti all’estero, che con grande enfasi, mi
dicono chiaramente “ma cosa state facendo in Svizzera? Siete impazziti?”. In
forte imbarazzo tento di spiegare che l’agire del Consiglio federale non
rispecchia assolutamente la volontà del popolo svizzero.
Credo fermamente che la neutralità faccia
parte della nostra identità svizzera e che essa non significa “egoismo
nazionale”, come tentano di definirla i detrattori. La prova è data dal fatto
che il nostro Paese non chiude le porte ai rifugiati di guerra, si attiva in
caso di catastrofi ed è sede di tante ONG internazionali. Il prossimo 27
settembre votiamo un SI convinto!
Roberta Soldati -Deputata UDC in Gran
consiglio

