Lorenzo Quadri
Neutralità fa rima con prosperità
Redazione
06.09.2026 10:06

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La neutralità
della Svizzera non è una questione di destra o di sinistra. E non è nemmeno una
formula da adattare alle situazioni contingenti. Il prossimo 27 settembre, con
l’iniziativa sulla neutralità, i cittadini saranno chiamati a decidere quale
dovrà essere la linea del futuro: la neutralità permanente e armata, che ha
contribuito a rendere il nostro Paese prospero, sicuro e aperto al mondo, deve
continuare a esistere?
Gli
oppositori più esagitati dell’iniziativa sono quelli che vorrebbero dissolvere
la Svizzera nell’Unione europea. Non è un caso. La neutralità rappresenta un
ostacolo sulla strada della sottomissione all’UE. Perché la neutralità è uno
dei pilastri del modello svizzero, assieme alla democrazia diretta, al
federalismo, all’indipendenza e al principio di milizia. Grazie alla
neutralità, la Svizzera è diventata una piattaforma privilegiata per il dialogo
e la mediazione internazionale. Anche sul piano economico, la neutralità ci
permette di diversificare le relazioni e di renderci, di conseguenza, meno
ricattabili. Per noi diversificare è una priorità. Dobbiamo ridurre la
dipendenza dall’UE.
La
neutralità, però, per essere credibile, deve essere coerente. Non può funzionare
a geometria variabile, applicata quando fa comodo e accantonata quando arrivano
pressioni dall’estero. Non è una via comoda: richiede schiena dritta e capacità
di resistenza.
Proprio per
questo, è assurda l’accusa secondo cui neutralità significherebbe isolamento. È
vero il contrario: il nostro è uno dei Paesi più aperti al mondo. La neutralità
ci consente di parlare (e di relazionarci economicamente) con tutti, di mediare
e di svolgere un ruolo che una Svizzera schierata perderebbe inevitabilmente.
Il 27
settembre decideremo se vogliamo continuare a determinare in autonomia la
nostra politica di sicurezza, oppure se intendiamo delegare tutto a Bruxelles e
alla NATO.
Neutralità,
sovranità e indipendenza vanno di pari passo. Rinunciare alla prima significa mettere in discussione anche le altre
due.
Per questo il 27 settembre serve
un Sì all’iniziativa sulla neutralità.
Lorenzo Quadri - Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

