Tiziano Galeazzi
Nessun “esperimento” con la sicurezza nazionale svizzera
Redazione
21.11.2025 17:06

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L'Iniziativa “Servizio Civico” che andremo a votare il prossimo 30
novembre, apre la porta a un esperimento potenzialmente rischioso per la nostra
sicurezza nazionale e indebolisce un pilastro fondamentale su cui si basa il
nostro Paese: il Servizio militare obbligatorio. Oggi il Servizio militare garantisce il funzionamento affidabile
e collaudato delle forze armate. Ognuno conosce il proprio compito. Incarna lo
spirito del cittadino-soldato. Chi è idoneo
presta Servizio nell'Esercito o nella protezione civile. In questo modo la
nostra difesa è garantita anche in tempi di crisi. Questo sistema chiaro e
collaudato ha assicurato per generazioni l'indipendenza e la neutralità
armata della Svizzera sul piano politico, economico e militare.
I rischi
L'iniziativa in oggetto intende abolire questo
sistema. In futuro, tutte le donne e tutti gli uomini dovrebbero poter
scegliere liberamente se prestare Servizio nell'Esercito, nell'assistenza
infermieristica, nell'assistenza sociale o nella cosiddetta "protezione del
clima". Ciò può sembrare innovativo, ma è estremamente rischioso e insidioso. Infatti, se ognuno di noi possa liberamente scegliere autonomamente
dove prestare Servizio, presto mancheranno i soldati e i quadri. Le forze
armate perderebbero effettivi e di conseguenza la sicurezza del nostro Paese
verrebbe smontata, se non annientata.
Ennesimo tentativo di eliminare la nostra difesa nazionale
Il nostro Esercito non è un progetto sociale o un
“menù à la carte”, ma una necessità ancorata nella Costituzione svizzera.
(art 58 e 59). Non dobbiamo quindi relativizzare o indebolire il Servizio
militare obbligatorio. Questo inoltre è l’ennesimo tentativo di eliminare la
nostra difesa nazionale da parte della sinistra e dei loro alleati politici che
da anni tentano, a suon di Iniziative popolari, di raggiungere il loro
scopo. Uno scopo tutto svizzero, visto
che molte loro rappresentanze nell’UE e nei Paesi NATO sostengono proprio il
contrario. Per questo motivo voterò NO ed è chiaro che il
30 novembre prossimo dovremo respingere l’ennesimo tentativo di smantellare le
nostre forze armate.

