Filippo Pfister
Mendrisio: consuntivo 2024 e facili proclami
Redazione
16.05.2025 08:55

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
È fatto noto che, dopo alcuni anni in rosso
seguiti da un paio di anni di sostanziale pareggio, il 2024 per la Città di
Mendrisio si è concluso ampiamente nelle cifre nere (+ 4,8 milioni) nonostante
a preventivo fosse stata stimata una perdita di 3,6 milioni. Se è pur vero che,
anche alla luce di quanto successo negli ultimi anni, ci si poteva aspettare
che i conti chiudessero con cifre migliori di quanto preventivato, il risultato
nel ottenuto nel 2024 appare veramente eccezionale. Ciò ovviamente non può che
venire accolto in maniera estremamente positiva da tutti noi.
È però evidente che ben difficilmente capiterà
di nuovo in futuro che i conti chiudano con un risultato di oltre 8 milioni
migliore rispetto a quanto indicato a preventivo, salvo qualche sporadica
annata. L’obiettivo del Municipio era (e deve restare) quello di sistemare e
stabilizzare le finanze ed i numeri indicano chiaramente che la strada
intrapresa è quella giusta. Cionondimeno il percorso è ancora lungo e, pur
accogliendo in maniera estremamente favorevole il consuntivo, non si può
pensare di cambiare ora la rotta e diminuire il livello di attenzione ai conti.
Invero il risultato esposto ha già dato il via a
facili proclami. È stata infatti ventilata la possibilità di ridurre il
moltiplicatore d’imposta, ciò che a mente di chi scrive non può essere
condiviso. La pressione fiscale deve essere valutata sul lungo periodo,
analogamente e parallelamente al piano finanziario, e non certo sul corto
termine. Pur non essendo il moltiplicatore scolpito nella pietra, lo stesso non
deve neppure oscillare in maniera quasi schizofrenica di anno in anno, rendendo
così impossibile la pianificazione sul medio-lungo termine.
È stata pure avanzata la proposta di utilizzare
almeno parte dell’utile contabilizzato nel 2024 per ridurre le tariffe AIM.
Proposta anche questa che sembra più che altro uno slogan politico per ottenere
facili consensi. Che le tariffe AIM siano aumentate negli scorsi anni, anche in
seguito ad un certo pressapochismo nella gestione di alcuni dossier all’interno
del dicastero competente, è evidente, ma l’utilizzo di questo utile
straordinario della Città non è certo il metodo corretto di calmierare i
prezzi. Le tariffe AIM vanno controllate in seno alle AIM stesse e facendo
eventualmente capo a fondi, appunto, delle AIM – ciò che nei decenni scorsi ci
si è ben guardati dal fare anche se ve ne era la possibilità – ma non certo utilizzando
entrate fiscali straordinarie, mescolando ambiti diversi tra loro e correndo
così il proverbiale rischio di mischiare il burro con la ferrovia.
Certo, occorrerà ora capire come si intendano
utilizzare questi 4,8 milioni: andando a rimpolpare ulteriormente il capitale
proprio assicurandosi così un corposo cuscinetto per il futuro, o piuttosto
investendoli (almeno in parte) in interventi già previsti a piano delle opere –
e la cui realizzazione, anche a causa dei ritardi del dicastero Pianificazione
e spazi pubblici, tarda arrivare – oppure ancora in altri progetti di vario
tipo a sostegno dell’economia e della comunità intera. Le decisioni in merito
dovranno però essere ponderate attentamente e non venire adottate unicamente
sullo slancio dell’entusiasmo o, peggio ancora e come già si è detto, per
accaparrarsi facili consensi.
Filippo Pfister, consigliere comunale PLR

