Zeno Casella
Manifestare il 20 gennaio significa difendere il potere d’acquisto
Redazione
15.01.2024 14:37

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Il preventivo 2024 del Cantone, la cui discussione
parlamentare continua ad essere posticipata dalla maggioranza borghese,
continua – a giusta ragione – a tenere banco nell’attualità. Non sono infatti
solo i dipendenti pubblici ad essere toccati dalle misure d’austerità proposte
dal Governo, bensì tutta la popolazione ticinese. Popolazione il cui potere
d’acquisto è in questo momento sotto forte pressione: l’inflazione non accenna
a diminuire (anzi), trainata dal rincaro dei generi alimentari e degli affitti;
i prezzi dell’elettricità segnano anche quest’anno un’impennata, stimata al
20%; come ben noto, i premi di cassa malati saranno anch’essi oggetto di un forte
aumento (nella misura del 10%). In questo contesto, lo Stato dovrebbe venire in
soccorso delle fasce popolari, sostenendone i redditi per impedire un ulteriore
scivolamento nella povertà di chi si trova già oggi costretto a tirare la
cinghia per arrivare alla fine del mese.
La maggioranza di centro-destra alla guida di Governo e
Parlamento sembra invece intenzionata a riprodurre le fallimentari ricette
neoliberiste degli ultimi decenni, composte da sgravi fiscali per i ceti più
ricchi della popolazione e da misure d’austerità per le classi popolari.
Evidente è lo squilibrio esistente tra la riforma tributaria approvata dal
parlamento, che introduce alleggerimenti fiscali per i redditi che superano i
30'000 franchi al mese, e i tagli alla spesa sociale contenuti nel preventivo
2024. Il più ignobile e drastico di essi è costituito dal taglio dei sussidi di
cassa malati, essenziali per moltissime famiglie ticinesi. Le conseguenze di
tale misura sono evidenti sin d’ora: una famiglia con un figlio e un reddito
disponibile di 100mila franchi perderebbe 2’000 franchi di sussidi all’anno;
una persona sola un reddito disponibile di 35mila franchi perderebbe 600
franchi. Un’enormità, specialmente in un contesto segnato come detto da un
forte aumento del costo della vita.
Di fronte a queste nuove e inaccettabili misure
d’austerità, che colpiscono la base stessa del servizio pubblico e dello Stato
sociale, la manifestazione prevista il 20 gennaio prossimo a Bellinzona assume
una cruciale importanza. Scendere in piazza significa infatti difendere
concretamente il potere d’acquisto della popolazione, opponendosi alla redistribuzione
della ricchezza dal basso verso l’alto e rivendicando invece un intervento
pubblico contro la povertà e in difesa del ceto medio. Partecipiamo quindi
numerose/i a questa manifestazione e facciamo sentire forte e chiara la nostra
voce: contro l’austerità, scendiamo in piazza in difesa del servizio pubblico e
dello Stato sociale!
Zeno Casella, membro della direzione del Partito Comunista

