Samuel Iembo
Manie di censura?
Redazione
15.11.2025 09:22

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
La giornata per la Palestina organizzata il 17 novembre arriva dopo un lungo
periodo di presa di coscienza e denuncia del genocidio in corso da parte della
popolazione ticinese. Sono stati gli studenti, infatti, a coordinarsi nei vari
licei per organizzare un momento ampio di solidarietà che facesse continuare a
sentire la necessità di parlare di questo tema.
È necessario dire che quando le studentesse e gli studenti si muovono in
maniera così importante, animati da sentimenti giusti, non vanno controllati,
né tantomeno censurati. Vanno lasciati esprimere e vanno trattati come una
componente importante di una società democratica, quella che all’interno della
scuola dovrebbe garantire una pluralità di informazione e una libertà
d’iniziativa senza vene paternalistiche che si trasformino in imposizioni
dall’alto.
Purtroppo, non che fosse una sorpresa enorme, ciò non è avvenuto. Nei vari
licei del Cantone si è configurata una relazione verticale e a tratti di
censura nei confronti di attività proposte da studenti, come denunciato dal
Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). Quello che lascia
perplessi non è però tanto il tentativo di controllo da parte delle direzioni
scolastiche, ma l’arbitrarietà con cui la censura è stata applicata. Al Liceo
Cantonale di Bellinzona, ad esempio, “sulle 16 proposte presentate, solo 7 sono
state accettate dalla Direzione". Fra le 9 "censurate senza alcuna
possibilità di dialogo, figurano tutte quelle dell’associazione umanitaria
Future in Peace’, come dice il comunicato stampa del Sindacato SISA.
Non è la prima volta che il Liceo di Bellinzona è vittima di una morsa
inspiegabilmente censoria. Avevo infatti, già due anni fa, personalmente
proposto un’attività della Commissione Giovani della Città di Bellinzona alle
Giornate Autogestite, che è stata stroncata dalla Direzione della scuola senza
nessuna motivazione plausibile. L’attività avrebbe coinvolto me, come membro
della Commissione Giovani e un municipale della Città di Bellinzona.
Un’attività chiaramente volta ad informare gli studenti del funzionamento
istituzionale in cui posso essere coinvolti direttamente i giovani a Bellinzona
e in Ticino. Non si riesce a capire il motivo di una tale censura a fronte di
un’attività legittima delle istituzioni, fatto molto grave e inaudito.
A fronte di un’altro importante tentativo di vietare delle espressioni del
corpo studentesco, auspicherei un’intervento del DECS che interroghi i
responsabili in modo da evitare che la scuola smetta di essere un campo di
confronto delle idee. Non bisogna lasciar correre di fronte a questi fatti che
portano con sé rischi per il futuro pluralista della scuola e della democrazia.
Samuel
Iembo

