Yvonne Ballestra Cotti
Ma quale cenerentola: Locarno è il vero centro
Redazione
05.04.2024 15:13

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La politica è
fatta di proposte, dialogo e progetti – ma spesso a contare ancora più di
proposte, dialogo e progetti è un’altra cosa: l’attitudine. Questa
considerazione mi è tornata in mente diverse volte a proposito di Locarno,
durante queste settimane di campagna per le elezioni comunali. In non pochi
discorsi, sento infatti prevalere una visione della nostra Città che pensavo
fossimo riusciti a consegnare agli archivi. Mi riferisco all’idea per cui
Locarno (e il Locarnese) sarebbero una regione irrimediabilmente in ritardo, a
causa della geografia e di fattori più umani – come la cosiddetta «frammentazione
istituzionale», che in parole più semplici significa la poca volontà di
promuovere le aggregazioni fra Comuni.
Questa attitudine negativa, a mio modo
di vedere, rivela il perdurare di una «Sindrome di Cenerentola» che forse
poteva avere una propria logica nel Novecento, ma che per la Locarno di questo
secolo non ha più senso. Se infatti da un lato è vero che il nostro sviluppo è
stato più lento di quello vissuto da altre aree urbane del Canton Ticino, è
altrettanto vero che la nostra è una regione che progetta e investe,
collaborando bene quando serve – come dimostrano il Centro balneare e il
Palacinema, solo per citarne due. Inoltre, la relativa distanza dall’asse di
transito nord[1]sud
ha protetti dagli sconquassi ambientali e sociali che – specialmente nel
Sottoceneri – ormai non possono più essere ignorati da nessuno.
Come luganese
di nascita, io ho vissuto in prima persona la trasformazione della mia Città di
origine, e posso dire che la grande crescita economica e demografica ha portato
con sé anche una certa perdita di identità – per non parlare dei problemi di
traffico, qualità paesaggistica e costo degli alloggi. Questo genere di effetti
collaterali, nel Locarnese, sono sconosciuti. Oggi come ieri, siamo una regione
a dimensione di essere umano – un luogo ideale per vivere a tutte le età, e
specialmente per chi desidera crearsi una famiglia. Questo è un vantaggio
competitivo sul quale è facile sorvolare, quando cediamo al nostro antico
«cenerentolismo».
E c’è di più. Non ce ne siamo ancora del tutto resi conto,
visti il poco tempo trascorso e la pandemia, ma l’apertura della galleria di
base del Ceneri cambierà tutto per il Locarnese. Ora siamo a soli 25 minuti di
treno da Bellinzona e, ciò che più conta, a 33 minuti da Lugano. In meno di 90
minuti (senza cambio!) possiamo spostarci da Muralto a Milano Centrale, e anche
il viaggio di giornata a Zurigo non è più un’impresa ingrata.
Questa nuova
centralità, che AlpTransit regala al Locarnese, è destinata a trasformare il
nostro (presunto) ritardo in un vantaggio di inestimabile valore. Il fatto di
non avere già orientato il nostro sviluppo verso altri obiettivi ci permetterà,
nei prossimi anni, di disegnare una Città su misura per il nuovo contesto della
mobilità in Ticino – e di diventare, ancora di più, una regione che offre alla
sua popolazione una qualità di vita eccezionale. Non ci resta che accorgerci di
questa fortuna, e portare nel nuovo Municipio l’attitudine giusta per farla
fruttare.
Yvonne Ballestra Cotti, candidata al Municipio di Locarno per il Centro

