Roberta Soldati
Lupo: una priorità della politica
Redazione
22.10.2025 10:54

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Sabato scorso si è svolta a Bellinzona una manifestazione pacifica alla
quale hanno partecipato parecchie centinaia di persone provenienti dal mondo
agricolo e non solo, per chiedere con senso di responsabilità e fermezza, in
modo composto e rispettoso e con pacata determinazione, di salvare
l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino. Quello che mi ha colpita durante
il corteo è stata la grande dignità degli allevatori che con compostezza
portavano nel cuore e negli occhi il dolore per i loro amati animali sbranati o
in fin di vita. Perché sì: l’affetto che queste persone hanno per le loro capre
e pecore o daini, non diverge certo da quello dei proprietari di cani e gatti.
L’inerzia da parte del Governo, alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni,
ha fatto sì che oggi la situazione sia ormai fuori controllo. Centinaia di
animali predati e dispersi in balia del grande predatore, che oggi non è certo
più in via d’estinzione. La "Strategia
lupo Svizzera" prevede infatti che, nella Svizzera sudorientale, che
comprende il Ticino, Grigioni e San Gallo, siano presenti almeno 3 branchi, al
fine di poter garantire la conservazione della specie lupo e limitare i
conflitti con l’agricoltura e la popolazione.
La situazione nel nostro cantone
Nel solo Ticino alla fine del
mese di settembre 2025 risultavano identificati 7 branchi, 4 coppie e oltre una
decina di lupi singoli circolanti ed è notizia di ieri l'accertamento di un
nuovo branco denominato “Aspra” di almeno 4 cuccioli (e non illudiamoci che le tre
coppie rimanenti siano sterili!). È da anni che il mondo dell’allevamento
mette, invano, in guardia i funzionari cantonali, sulla necessità pianificare
una gestione del lupo in modo efficace ed adeguata alla conformazione del
nostro territorio. I dati attuali dimostrano infatti che ci troviamo sull’orlo
del baratro e ora o mai più, la regolamentazione del lupo in Ticino deve
diventare una priorità della politica cantonale e federale. Per questo motivo è
stata lanciata una petizione dal GTA che invito tutti a sottoscrivere. È ora e
tempo che il Governo cantonale incominci a farsi parte attiva e propositiva,
abbandonando l’atteggiamento reattivo sino ora adottato e fatto di timide misure
che lasciano il tempo che trovano. Solo attraverso una strategia chiara,
condivisa e lungimirante sarà possibile ristabilire la fiducia e tutelare
concretamente l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino.
Roberta Soldati, presidente APTdaiGP

