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Lupo, "per la prossima stagione di alpeggio servono nuove misure di protezione"
Redazione
01.03.2023 16:43

Foto: © A.Donati - APTdaiGP
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È garantito il finanziamento
delle misure di emergenza 2023 a sostegno della protezione degli armenti dal lupo.
L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) conferma che le disposizioni esecutive
per la protezione delle mandrie saranno pubblicate alla fine di marzo 2023. I 4
milioni di franchi supplementari saranno disponibili per l'ulteriore
rafforzamento delle misure di protezione delle mandrie già in vigore: in
particolare per l’assunzione
di pastori e di personale ausiliario, la fornitura di alloggi elitrasportabili,
di materiale per recinzione e contributi per il foraggio in caso di scarico
prematuro degli
alpeggi a causa della presenza e delle predazioni da parte dei lupi. I
rappresentanti dei Cantoni interessati e gli allevatori di animali da pascolo
accolgono con favore la disponibilità della Confederazione nel sostenere le
persone che soffrono con l’applicazione delle disposizioni legali.
Nonostante i grandi sforzi profusi, il bilancio predatorio dell'anno scorso è demoralizzante,
avvilente.
La popolazione di lupi cresce in continuazione,
senza controllo. I danni causati alle greggi e agli animali allevati hanno
raggiunto cifre spettacolari, mai visti prima d'ora. Solo nei cantoni del
Vallese e Grigioni nel 2022 sono stati rilevati 145 lupi. In Ticino non si
conoscono i numeri, ma da una nostra stima, sono diverse decine di esemplari.
In un comunicato diramato dalla Confederazione dei giorni scorsi si parla della
presenza di più di 240 lupi, erano 180 a settembre, e 150 a metà marzo
2022.
La predazione degli animali da reddito non riguarda
solo le pecore o le capre, ma ora tocca anche le mandrie con bovini, mucche,
giovenche, vitelli, alpacca, asini e cavalli. Nelle aree di pascolazione e
nelle prossimità delle abitazioni possono esserci ovunque incontri ravvicinati
con i predatori. Solo in Ticino nei giorni scorsi avvistamenti e filmati a
Olivone, Riveo, Cerentino, Lodano, Cevio, Bignasco e in Val Lavizzara!
Le conclusioni da trarre dalla stagione 2022 di
pascolazione e alpeggio è chiara: senza un efficace regolamentazione dei
lupi l'economia legata all’allevamento e alla pastorizia è destinata a sparire
in breve tempo e su larga scala, con conseguenza l'abbandono di pascoli e
alpeggi!
Senza misure di regolazione efficaci il ritorno
del grande predatore, salutato da taluni come un beneficio per la biodiversità
e la protezione delle specie, ha in effetti un risultato diametralmente
contrapposto: con la perdita di aree di pascolazione estensive e ricche di
vegetazione biologicamente diversificata, con la perdita di scenari e paesaggi
alpini unici.
Il costo per la protezione delle mandrie, i
carichi supplementari dei Cantoni nell’esecuzione delle misure previste,
l’indennizzo degli
animali predati e dispersi, il carico psicologico e morale degli allevatori non
possono più essere ulteriormente giustificati e tollerati.
Dopo l’incontrastata reintroduzione avvenuta negli scorsi decenni dei lupi nella
regione alpina, ora sono urgenti misure per proteggere le aree pascolate,
ricche di specie diversificate e nel contempo proteggere le persone che si sentono
in pericolo.
Il quadro giuridico deve essere varato, oltre
all'efficace regolazione del lupo, in
modo tale che nelle aree di pascolazione il lupo possa essere eliminato in
modo semplificato e non burocratico, in particolare ove la protezione delle mandrie
è difficile da attuare e dove vi è un potenziale pericolo per le persone, come
nelle aree abitate e nelle loro vicinanze.
Solo
con una popolazione di lupi stabile e numericamente limitata si può assicurare
il futuro delle popolazioni dell'arco alpino e delle loro attività, compresi
gli apprezzati e ricercati prodotti.
Associazione svizzera per
la protezione del territorio dai grandi predatori (APTdaiGP)

