Andrea Togni
"Lugano: rigore, visione e coraggio"
Redazione
09.05.2025 17:06

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Nel dibattito sulla gestione finanziaria, il confronto si polarizza
spesso tra due opposti: da un lato chi invoca il rigore come fine a sé stesso,
dall’altro chi chiede maggiori investimenti e spesa pubblica senza affrontare
la sostenibilità di lungo periodo. Eppure, non solo è possibile coniugare
rigore e progettualità, è l’unica strada credibile per garantire sviluppo,
competitività ed una socialità attenta e presente.
Il rigore finanziario non va confuso con l’austerità cieca. Non
significa smettere di far politica. È invece la condizione per restituire alla Città
margini di manovra, capacità di scelta e solidità nella pianificazione. In
qualsiasi ambito, avere conti solidi significa poter decidere dove e come
intervenire, senza essere schiacciati da un’evoluzione galoppante della spesa
corrente o da un indebitamento strutturale che non ci si può permettere.
Il rigore da solo non basta. Serve visione e coraggio. Lugano dispone di un patrimonio
immobiliare importante, in alcuni casi mal utilizzato o sfruttato in modo non
strategico. In un contesto di risorse limitate, è essenziale mettere a reddito
– in modo innovativo e provocante – i cespiti della città, immobili o terreni
che siano. Non si tratta di “svendere”, ma di valorizzare: ripensare, riqualificare,
cedere, affittare, co-gestire, far gestire. Ogni oggetto deve essere analizzato
per verificarne l’aderenza ai bisogni reali della collettività e la sua
potenzialità. Questo non solo per migliorare i conti, ma per generare capacità
finanziaria necessaria per investimenti e socialità, oltre che per realizzare
opportunità concrete per cittadini, associazioni e imprese.
Parallelamente, è indispensabile distinguere in modo netto tra spesa
corrente e investimenti. La prima deve essere sotto controllo, oggetto di
monitoraggio costante e valutata in termini di efficienza e impatto. Gli
investimenti, invece, devono essere selettivi e guidati da una logica di
impatto: infrastrutture utili, innovazione urbana, interventi che migliorano la
qualità della vita e generano ricadute sul territorio. Questo approccio
richiede rigore metodologico e coraggio politico: non tutto può essere finanziato,
ma ciò che si finanzia deve avere senso, prospettiva e ritorno economico e
sociale.
Anche in ambito sociale, serve uno sguardo nuovo: occorre uscire dalla
logica della spesa come risposta automatica ai bisogni, per passare a una
logica di sprono a ripartire, con progetti che rafforzino la capacità delle
persone di essere attive, autonome e partecipi alle dinamiche del territorio.
Non bisogna smettere di parlare di fiscalità. Sebbene il moltiplicatore
non sia un tabù, il suo mantenimento o riduzione devono rimanere un obiettivo preciso:
controllo dei costi, razionalizzazione interna e burocrazia, valorizzazione
patrimoniale, attrattività. Non servono slogan, servono competenza e
determinazione e la volontà di mettere in discussione lo statu quo, anche di
spese approvate o di progetti in gestazione da anni e basare l’azione su una
politica sobria, fondata su numeri solidi, scelte chiare e orientamento al
risultato.
Andrea Togni, consigliere comunale PLR di Lugano

