Innocenzo Caizza
Lugano quo vadis?
Redazione
28.03.2024 06:01

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In campagna elettorale sento parlare di una città che va
bene, tutto funziona, d’altronde non ci si può aspettare posizioni diverse da
chi deve difendere il proprio operato (tralasciando ciò che non è stato
realizzato) e lottare, come legittimo, per confermare il proprio posto. I
principi dell’etica e della trasparenza, però, non dovrebbero essere
dimenticati!
Non voglio negare tutto ciò che funziona nella nostra città,
ma il bicchiere mezzo vuoto qualcuno deve avere il coraggio di guardarlo. La
mobilità funziona? Le attività commerciali fanno a gara per trovare un posto in
città con gli affitti attuali? Le aziende scartano altri cantoni per insediarsi
da noi? Gli uffici pubblici sono al massimo della propria efficienza? Abbiamo abbastanza
zone verdi in tutti i quartieri? Abbiamo strutture adeguate per i giovani e
meno giovani? L’economia cittadina riesce a creare posti di lavoro dignitosi
per chi vuole lavorare?
La fase storica ci sta insegnando che gli eventi ormai si
susseguono rapidamente; dopo la crisi finanziaria del 2008 ci siamo trovati ad affrontare
i costi della pandemia e la crisi delle materie prime, una serie di eventi
economici e finanziari negativi mai vissuti in precedenza, come la crisi del
Credit Suisse, un’inflazione esplosa in poco tempo a doppia cifra, l’incontenibile
aumento della spesa sanitaria e un repentino rialzo dei tassi d’interesse operato
dalle banche centrali per evitare la recessione.
Oggi ci chiediamo come rivitalizzare i sistemi economici e le
ricette non sono semplici da trovare. Anche a livello locale si fatica a
rilanciarsi. Una delle componenti importanti per non pesare e non frenare lo
sviluppo economico è la burocrazia, soffocante, nonostante l’era digitale: non
si vedono progressi nell’amministrazione pubblica e questo pesa su aziende e
famiglie. L’obiettivo raggiungibile potrebbe essere quello di rendere
accettabile il peso della burocrazia, liberando l’amministrazione dagli eccessi,
senza più ritardi, migliorando la competenza dei funzionari e utilizzando buon
senso nell’applicazione delle direttive, evitando formulari eccessivi.
Non sento parlare a sufficienza di finanze pubbliche, ma come
possiamo ignorare debiti che superano i 900 milioni, costi annuali che si
avvicinano ai 480 milioni a fronte di entrate fiscali, fra gettito e
sopravvenienze del passato che a fine 2022 non raggiungevano 320 milioni? Come
si farà a rimborsare i debiti? Dove andremo a finire di questo passo, se non si
opera una svolta nella gestione delle finanze pubbliche? È giusto confermare
gli uscenti e continuare in questa direzione oppure bisognerebbe avere il
coraggio di cambiare e dare fiducia a nuovi professionisti, con alto senso del
dovere e quale unico obiettivo il bene comune? Inoltre, i cambiamenti
strutturali richiedono decenni di lavori e sacrifici per i cittadini, ma sarebbe
necessaria una regia generale più efficiente alfine di garantire anche oggi ai
luganesi una qualità di vita migliore e meno oneri fiscali.
Innocenzo
Caizza - Candidato
16 al Consiglio comunale - Lista 3

