Céline Antonini
Lugano: “Ma sei del PLR e giri in bici?”
Redazione
11.04.2024 07:21

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“Ma sei del PLR e giri in
bici?”. Ho sentito questa domanda molte volte negli ultimi anni, quasi a volere
suggerire che il modo in cui uno si sposta traduca per forza un credo politico.
Da quasi quattro anni ho
deciso di utilizzare la macchina di principio per raggiungere solo zone
discoste, privilegiando la bicicletta elettrica per praticamente tutti gli
spostamenti in Città e nelle immediate vicinanze. Una decisione non dettata da
un’impostazione ideologica ma fondamentalmente da praticità. La bici permette
di essere più veloce degli altri veicoli negli orari di punta, di parcheggiare
più velocemente e di fare anche un po’ di esercizio fisico nel quadro degli
spostamenti quotidiani. Una scelta che ha nettamente migliorato la mia qualità
di vita e quella di molti conoscenti - alcuni proprio del PLR - che l’hanno fatta.
Eppure alle nostre
latitudini spostarsi in bicicletta viene quasi sempre connotato a livello
politico, quasi fosse uno statement di sinistra. Così non è e così non deve
essere. Lugano si trova nella classifica delle top 100 città più trafficate al
mondo (Fonte: TomTom Traffic Index 2023). Nelle ore di punta è diventato quasi
impossibile spostarsi in macchina senza sacrificare una parte importante del
proprio tempo ed è estremamente difficile trovare soluzioni per uscire
dall’attuale situazione. La morfologia e lo sfruttamento del territorio
permettono difficilmente interventi infrastrutturali radicali che consentano un
miglioramento tangibile della situazione. Che alternative rimangono?
Sicuramente ognuno di noi
può chiedersi se non converrebbe cambiare le proprie abitudini – e questo non
per ideologia, ma per pragmatismo e comodità. In molti quartieri la bicicletta
o il mezzo pubblico su gomma rappresentano delle alternative sempre più valide,
da cogliere se vogliamo un miglioramento della situazione attuale e passare
meno tempo bloccati nel traffico. Ovviamente non in tutti i casi, ma in
funzione della propria situazione personale e geografica. Alcuni quartieri non dispongono infatti
ancora di un servizio di trasporto pubblico sufficientemente attrattivo (e
questo anche se bisogna riconoscere che il servizio pubblico è stato fortemente
potenziato negli ultimi anni, tanto che su alcune linee la frequenza arriva
fino a 8 corse all’ora), altri distano troppo dal centro e dai luoghi di lavoro
per rendere alternative alla macchina interessanti. In molti casi la macchina
rimane evidentemente una necessità. Dunque niente guerra alle macchine,
semplicemente un incoraggiamento a ognuno di valutare le alternative esistenti
e alla Città di promuovere in modo più convinto le forme diverse di mobilità,
il miglioramento avvenuto dell’offerta di trasporto pubblico e lo sforzo
finanziario messo in campo dal comune (Lugano offre per esempio numerose
sovvenzioni (50%) per gli abbonamenti dei residenti). Questo con l’obiettivo,
penso condiviso da tutti, di uscire dall’attuale, insoddisfacente, situazione
del traffico. E non perché siamo di destra o di sinistra, non per ideologia, ma
per praticità e pragmatismo. Per quanto mi concerne, io continuerò a pedalare,
“per una Lugano con una marcia in più”.
Céline Antonini, Consigliera comunale a Lugano

