Stefano Dias
Lugano: il coraggio di essere diversi
Redazione
16.09.2025 10:15

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Solo qualche mese fa avevo scritto che la “strategia Bitcoin” di Lugano
era una scommessa coraggiosa e innovativa, che ci distingueva e ci dava
visibilità internazionale. Lì sì che si è osato con una scelta fuori dagli
schemi. Oggi, invece, rischiamo di cadere nell’errore opposto: copiare modelli
già visti, senza coraggio né originalità. Costruire un nuovo grande
Palacongressi, copia dell’ennesimo padiglione standard che si trova in decine
di città europee, non ci renderà più attrattivi se non sarà accompagnato da
qualcosa di realmente differente.
La vera sfida sta nell’essere “diversi”, nello specializzarsi,
nell’offrire qualcosa che nessun altro può offrire. Solo un concetto
innovativo, futuristico e davvero distintivo potrà portare Lugano sulla ribalta
nazionale e internazionale. Per questo trovo riduttivo liquidare la proposta
del PLR come “una zona pic-nic”, come ha fatto l’UDC, o rifugiarsi in un
atteggiamento difensivo. Così si perdono opportunità preziose, anche solo di
confronto e crescita, per un progetto che comunque oggi appare imballato.
E chi dice che Lugano ha già abbastanza aree verdi forse non ha mai
camminato a Central Park o in altri grandi polmoni urbani del mondo. Il verde
non è un lusso (o uno spreco), è qualità della vita, è una risposta concreta a
una città soffocata dal traffico e dalla mancanza di spazi di respiro, che nel
frattempo si sta anche spopolando. Offrire ai cittadini un grande parco che si
colleghi al Parco Ciani sarebbe un dono prezioso, non un ostacolo allo
sviluppo.
Alla
fine la scelta è semplice: restare bloccati nelle proprie convinzioni,
ripetendo modelli già superati, oppure accettare la sfida con una mente
dinamica e aperta, capace di immaginare una Lugano che cresce in modo diverso,
più sostenibile, più bella, più vivibile e, allo stesso tempo, in grado di
attrarre nuovi abitanti, imprenditori e innovazione. Io credo che questa sia la
strada giusta.

