Raoul Ghisletta
Lugano deve restare una città per tutti
Redazione
02.03.2025 12:03

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La trasformazione in profondità della Città avviene su impulso
dell’economia di mercato, dell’evoluzione demografica, dei cambiamenti
climatici e della cultura in senso lato. La democrazia e le istituzioni
politiche possono pure influire su questa trasformazione, ma non è sempre così
facile mettere d’accordo destra, centro e sinistra. Cose che appaiono ovvie al
sottoscritto non lo sono per rappresentanti di altre forze politiche ed il
dissenso può manifestarsi anche con il ricorso alle urne.
È il caso
dell’estensione delle zone 30 in alcuni quartieri. Nella scorsa legislatura
tutti in Consiglio comunale erano d’accordo sulla proposta municipale del 6
luglio 2023. A poco meno di un anno delle elezioni è emersa una spaccatura
profonda sulla proposta municipale, rimbalzata dal vecchio al nuovo Consiglio
comunale. La proposta municipale è sempre la stessa: si è solamente abbassato
lievemente il finanziamento, rinunciando all’estetica dei cartelli. Si termina un lavoro già iniziato: le zone 30 esistono
in 33 comparti della Città. Con una spesa di 1,4 milioni fr le zone 30
passeranno dal 36% al 55% delle strade comunali, ossia da 71 km a 109 km, per
un aumento di 38 km (sono quindi escluse le strade cantonali e federali
esistenti a Lugano). Le nuove zone 30 verranno completate, come sempre, dove si
dorme, si va a scuola, si va a passeggio e con lo scopo di tutelare i più
deboli: pedoni anziani, genitori con bambini, ragazzi che vanno a scuola o a
giocare con gli amici. I maggiori interventi si faranno in sei quartieri,
ovvero a Breganzona, Barbengo, Pregassona, Carona, Davesco e Cassarate.
Interventi limitati ci saranno in altri sette quartieri, ovvero Centro, Loreto,
Carabbia, Pazzallo, Castagnola, Molino Nuovo e Cureggia. Le zone 30 non
riguardano le strade di scorrimento del traffico ed i bus non vengono
ostacolati. L’obiettivo non è di far cassetta e tartassare gli automobilisti,
ma è di far convivere tutti gli utenti della strada anche in questi comparti
mancanti.
Questa filosofia di inclusione
della città deve applicarsi a mio parere anche in altri ambiti, alcuni dei
quali piuttosto negletti. Innanzi tutto vi è la politica dell’alloggio: non
possiamo rimanere passivi davanti alle speculazioni immobiliari in atto a
Lugano, che portano ad espellere inquilini per creare airbnb industriali ed
appartamenti di vacanza per stranieri trasformati in airbnb, come evidenziato
dal recente servizio di Patti chiari. Non possiamo rifiutare per principio ogni
intervento finanziario per promuovere cooperative dell’alloggio di fronte ad
operazioni di vendita che concernono oltre cento inquilini in Via Vergiò.
Ricordo che esiste nel Regolamento della Città un articolo che impegna il
Comune su questo fronte e che in dieci anni la Città ha speso solamente un
milione di fr sui dieci decisi dal Consiglio comunale.
Alla stessa stregua ritengo che una
città per tutti non possa bloccare gli investimenti necessari per le strutture
sociali e formative, per gli spazi culturali indipendenti, per aree verdi e
alberature contro il riscaldamento climatico, per maggiori piste ciclabili e
corsie dedicate ai bus, per l’ampliamento del lido con il percorso pedonale
Foce-Lanchetta e per il risanamento energetico degli edifici.
Parliamoci chiaro. La Città si è
svenata investendo quasi 250 milioni di franchi per Arena Sportiva, Palazzetto
dello Sport, Maglio e Cornaredo Sud. Il Municipio della scorsa legislatura
avrebbe dovuto spalmare maggiormente nel tempo questi investimenti sportivi e
coinvolgere da subito i privati e i Comuni luganesi in un partenariato che
alleggerisse il peso sulle spalle del Comune. Inoltre il Municipio precedente
nell’operazione Polo sportivo non ha mai spiegato l’impasse finanziaria che
sarebbe sorta in questa legislatura, giocando sull’ambiguità delle forma di
finanziamento in leasing/affitto ed omettendo di dire che leasing/affitto o
prestito sono in tutti i casi calcolati come debito nel rating allestito da
Moody’s.
Cosa fatta capo ha, ormai: ma che
non si venga ora a bloccare le altre iniziative necessarie per otto anni,
spargendo il terrore dell’indebitamento. Lugano deve continuare ad investire
per restare una città per tutti.
Raoul Ghisletta, municipale La
Sinistra Lugano

