Lorenzo Quadri
Lugano: chi vuole svendere la Svizzera…
Redazione
07.04.2024 08:28

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Lugano è la culla
della Lega. Qui il Movimento vide la luce nel lontano 1991.
Lugano ha una particolarità:
tra le 10 principali città svizzere, è l’unica a non avere un municipio a guida
rossoverde. Una situazione insopportabile per una sinistra sempre più
intollerante e settaria, che si riempie la bocca con “il valore della
diversità”, ma guai a chi osa avere posizioni diverse dalle sue.
La deriva a
sinistra ha da tempo contagiato il cosiddetto “centro” PLR-(ex)PPD. Lo si vede
in tutti i temi importanti e ad ogni livello istituzionale: federale, cantonale
e pure comunale. A Lugano il PLR è riuscito a presentare una lista unica, sia
per il municipio che per il consiglio comunale, con i verdi liberali, che di
“liberale” hanno solo il nome. Col risultato di posizionarsi ulteriormente a
sinistra.
La lista Lega-Udc,
che per il municipio di Lugano è senza dubbio la più forte di tutte (del resto,
è anche l’unica di cui si parla), costituisce l’ultimo baluardo contro la
deriva rossoverde. E la maggioranza relativa Lega-Udc (maggioranza relativa è
ben diverso da maggioranza assoluta) negli scorsi anni ha ottenuto risultati
importanti: sia dal profilo del risanamento dei conti comunali che della
progettualità. Senza però, nemmeno nei momenti finanziariamente più bui, dimenticare
la propria anima sociale. Premesso che fare meglio è - e deve essere - sempre
possibile, non c’è in Ticino una città con un sistema sociale e sociosanitario
più avanzato di quello luganese, che in più occasioni è stato, e tuttora viene,
preso ad esempio da altri centri. E anche dal Cantone.
Affermazione
della nostra identità e delle nostre radici; rispetto per i contribuenti che
non sono delle mucche da mungere; difesa delle libertà individuali da uno Stato
sempre più opprimente e costoso; vicinanza ai cittadini; promozione
dell’occupazione: sono principi leghisti che si possono e si devono declinare
anche nella politica comunale.
Nano Bignasca
soleva dire che la sua azione politica funzionava a cerchi concentrici: prima
luganese, poi ticinese, poi svizzera. Un sano primanostrismo “ante litteram”,
di cui c’è più che mai bisogno. Specie a fronte del continuo lavaggio del
cervello politico-mediatico secondo il quale devono sempre venire “prima gli
altri”.
E’ un’ovvietà, ma
per mettersi a disposizione di una città bisogna prima di tutto amarla. E
questo non è di certo il caso di chi nutre astio nei confronti della
maggioranza dei cittadini, rei di pensarla in modo diverso, e per questo
tacciati di razzismo, chiusura, populismo, negazionismo.
Una cosa deve poi
essere chiara a tutti: chi è pronto a svendere la Svizzera all’UE, non
difenderà mai neppure Lugano.
Lorenzo Quadri, candidato al Municipio di Lugano per la Lega dei Ticinesi

