Piero Marchesi
LPP, una riforma a favore dei futuri pensionati
Redazione
23.08.2024 16:05

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Tra poche settimane, il 22 settembre, gli
svizzeri avranno la possibilità di condurre in porto una delle riforme che da
anni attende questo momento: la legge sulla previdenza professionale che regola
le nostre rendite di cassa pensione. Da quando è stata adattata l’ultima volta il
mondo del lavoro è notevolmente cambiato, servono ora nuove risposte.
La spinta per questo adattamento arriva
in gran parte dalla speranza di vita che, fortunatamente, è aumentata, ma che
al contempo provoca un’erosione del capitale accumulato per il fatto che si
beneficia più a lungo delle rendite.
Rispetto a qualche decennio fa, inoltre,
oggi sempre di più si lavora a tempo parziale. Questo vale soprattutto per le
donne. E sempre di più vi sono persone che dispongono di più attività e dunque
lavorano per più datori di lavoro. La legge attuale sulla LPP non permette di
affiliare chi si trova in questa situazione. Per questo motivo molte persone,
pur lavorando molto, non accumulano capitale pensionistico perché non raggiungono
le soglie minime per poter contribuire durante la vita attiva al proprio
capitale previdenziale. E di conseguenza anche il datore di lavoro non può
versare mensilmente importi di previdenza a favore del collaboratore.
La conseguenza per queste persone è
quella di ritrovarsi a fine carriera lavorativa con la sola AVS come rendita,
che ovviamente non è sufficiente per poter beneficiare di una pensione
dignitosa e anche l’integrazione delle prestazioni complementari non permette
quelle libertà che una persona dopo una vita di lavoro meriterebbe. Per
prevenire la “povertà” nella terza età la soluzione è il risparmio. Con la
nuova legge sarebbero oltre 100'000 le lavoratrici e i lavoratori a cui
verrebbe permesso l’accesso al secondo pilastro, mentre molte altre si
vedrebbero aumentare notevolmente la possibilità di risparmio e dunque di
rendita durante la pensione.
La storia della Svizzera è fatta di
continue riforme e dalla capacità di anticipare i tempi e trovare le soluzioni adatte
e mirate. Negli ultimi anni abbiamo perso gran parte di queste capacità e
questo in molti ambiti. La riforma LPP è un tipico compromesso elvetico, che affronta
e risolve numerosi degli attuali problemi e rafforza il sistema previdenziale a
tre pilastri, da molti invidiato. La sinistra, mai contenta, chiede che
attraverso la riforma si risolvano anche temi come la parità salariale o
l’inflazione, che nulla c’entrano con il secondo pilastro. Un rifiuto
riporterebbe alla casella di partenza lasciando in vigore l’attuale legge
ancora per molti anni. Questo non è nell’interesse di nessuno, nemmeno di
coloro che i sindacati – contrari – pretendono di difendere.
Piero Marchesi
consigliere nazionale UDC

