Graziano Besana
Lo stabile EFG e Annibale
Redazione
29.05.2024 08:38

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Il rapporto di maggioranza 7761 R1 (23.01.2024) della
commissione della gestione inizia così: “O troveremo una
strada o ne costruiremo una” (Annibale 247-182 a.C.)
Affermazione pertinente e lungimirante, ma che
stride con le ragioni addotte in favore di questa operazione che potrebbero non
riflettere una gestione propriamente responsabile delle finanze pubbliche e dei
beni immobili del Canton Ticino. Ecco alcuni spunti di riflessione:
1. Conflitto di interessi? Sembrerebbe che una
firmataria del rapporto di maggioranza della Commissione gestione e finanze sia
la moglie del Risk manager - Vice Presidente di EFG (Fonti: LiberaTV,
LinkedIn). Se così fosse sarebbe lecito porsi seri dubbi sull'imparzialità del
processo decisionale e sull’integrità della scelta operata.
2. Mancanza di manutenzione dell’attuale
Palazzo di Giustizia? Si dice che l’attuale Palazzo di Giustizia versi in una
situazione di difficile abitabilità. Verrebbe quasi da pensare che non abbia
ricevuto una manutenzione adeguata per molti anni! In tal caso sarebbe lecito
porsi la domanda su come ciò sia potuto accadere e se questa mancanza di
manutenzione non sia stata in qualche modo voluta.
3. Futuro incerto della banca EFG? Secondo
Bloomberg (24.05.2024), la banca Julius Bär starebbe considerando a breve l'acquisizione
di EFG. Se ciò dovesse accadere, EFG potrebbe venir ridimensionata o magari scomparire
da Lugano. È quindi ipotizzabile che il valore dello stabile potrebbe crollare
nei prossimi mesi. Questo renderebbe l’acquisto ancor meno interessante e
potenzialmente contoproducente per le finanze cantonali.
4. Opzioni alternative scartate: La
Commissione gestione e finanze ha valutato altre opzioni e le ha respinte per
motivi in parte discutibili. Alla luce di quanto sopra potrebbe essere più
saggio e prudente riesaminarle o valutarne altre sotto una luce diversa, con
trasparenza e obiettività, anziché far accettare frettolosamente una soluzione EFG
che presenta non poche zone d’ombra.
5. Costi di adattamento e manutenzione: Lo
stabile EFG data del 1988 e non è in realtà un vero investimento, poiché non
genererà profitti, ma comporterà ingenti costi di adattamento e produrrà in
permanenza elevati costi di manutenzione. Questo rappresenta un onere continuo
per le finanze pubbliche senza alcun ritorno economico diretto.
6. Finanze cantonali in bilico: Le finanze del
Cantone oscillano pericolosamente appena al di sotto della soglia che farebbe
scattare automaticamente la legge sul freno all’indebitamento, causando un
immediato aumento delle tasse cantonali, oltre a quello già previsto per il
2024. Inoltre, tra poco verrà presentato il preventivo cantonale per il 2025,
dove saranno proposti ulteriori tagli e drastiche misure di risparmio per
raggiungere il pareggio del conto economico nei tempi previsti. Potrebbe quindi
risultare irresponsabile impegnare con eccessiva disinvoltura delle risorse
finanziarie in un momento economico così delicato.
“O troveremo una strada o ne costruiremo una!”
Anche Annibale sarebbe d’accordo che l'acquisto dello stabile EFG non è né
prudente né giustificabile, dunque una strada da non percorrere. Occorre
costruire una nuova soluzione che non esponga il Canton Ticino a rischi
finanziari inutili e significativi, aggravando ulteriormente una situazione già
precaria delle casse cantonali a discapito dei contribuenti.
Graziano Besana, AVANTI con Ticino&Lavoro

