SSM, syndicom e impressum
L'iniziativa «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) » mette a rischio la pluralità dei media, i posti di lavoro e il servizio pubblico
Redazione
11.02.2026 08:50

Foto: ©Gabriele Putzu
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Le associazioni dei media SSM, syndicom e impressum mettono
in guardia sulle conseguenze di vasta portata dell'iniziativa anti SSR». La
riduzione del canone radiotelevisivo metterebbe a repentaglio il servizio
pubblico radiotelevisivo in Svizzera, distruggerebbe numerosi posti di lavoro,
indebolirebbe notevolmente la diversità dei media e metterebbe sotto pressione
l'intero panorama mediatico, senza affrontare le sfide strutturali che il
settore dei media si trova ad affrontare.
L'8 marzo 2026
le/i votanti decideranno il futuro del panorama mediatico svizzero.
L'Iniziativa “200 franchi bastano (Iniziativa SSR)” chiede la riduzione del
canone radiotelevisivo dagli attuali 335 franchi a 200 franchi e intende
esentare tutte le aziende dal pagamento del canone. Ciò comporterebbe una
riduzione del budget della SSR dagli attuali 1,2 miliardi di franchi a circa
630 milioni. Questo massiccio indebolimento della SSR non avrebbe solo
ripercussioni dirette sull'offerta di programmi, ma destabilizzerebbe l'intero
sistema mediatico svizzero. Ne sarebbero colpiti anche i media privati, le
società di produzione, gli operatori culturali, le/gli indipendenti dei media e
gli istituti di formazione.
Silvia
Dell'Aquila, segretaria centrale del sindacato dei media SSM, avverte:
«L'iniziativa mette a rischio migliaia di posti di lavoro nel settore dei
media, nell'industria audiovisiva, nella cultura e in molti settori dei
servizi, e con essi anche un pezzo dell'identità svizzera. Una tale riduzione
indebolisce anche la piazza economica svizzera e distrugge competenze
insostituibili.» Un sì all'iniziativa SSR comporterebbe infatti la soppressione
di circa 2450 posti di lavoro a tempo pieno, direttamente alla SSR, ma anche la
perdita di un numero altrettanto elevato di posti di lavoro presso aziende
esterne, mentre le/gli indipendenti del settore dei media dovrebbero fare i
conti con perdite ingenti (cfr. anche lo studio del BAK, 2024).
I
professionisti dei media non si lasciano dividere: l'iniziativa che mira a
dimezzare la SSR danneggia tutti
Contrariamente
all'affermazione secondo cui i media privati trarrebbero vantaggio da un
indebolimento della SSR, è evidente che la crisi del settore dei media è di
natura strutturale, dovuta al cambiamento delle abitudini di consumo, al calo
degli introiti pubblicitari e al crescente dominio delle piattaforme
tecnologiche straniere. E non può essere risolta con tagli al servizio pubblico
mediatico, anzi, se l'iniziativa venisse approvata, tutti ne uscirebbero
perdenti, sia la SSR che le aziende mediatiche private.
Michael Burkard,
co-direttore dell'associazione professionale dei giornalisti impressum, spiega:
«La SSR e i media privati sono complementari, sono reciprocamente dipendenti e
complementari. Se si indebolisce la SSR, l'intero ecosistema mediatico perde vitalità.
I media privati non traggono alcun vantaggio dal dimezzamento del budget della
SSR, anzi, anche loro ne risulterebbero indeboliti».
Nessun
alleggerimento tangibile, ma gravi effetti collaterali
I sostenitori
dell'iniziativa anti-SSR fanno credere alle/ai votanti che un canone più basso
offrirebbe loro un sollievo finanziario. Ma sono proprio le famiglie a
sostenere il peso maggiore dell'onere finanziario se l'iniziativa venisse
adottata. Infatti, il 20% circa delle aziende svizzere che oggi pagano ancora
un canone ne sarebbero completamente esentate. Ciò non risolverebbe il problema
dell'alto costo della vita, e i media privati non ne trarrebbero un vantaggio.
Stephanie Vonarburg, vicepresidentessa di syndicom e responsabile del settore
Media, afferma: «A trarre vantaggio dall'iniziativa sarebbero i giganti
internazionali dello streaming come Netflix, Amazon e simili, che potrebbero
vendere abbonamenti più costosi, e ancora una volta, le aziende con una forte
capacità finanziaria. Se l'ampia offerta della SSR venisse dimezzata, ciò
comporterebbe un taglio devastante al servizio pubblico in Svizzera». Chi
guarda i dati reali si rende conto che se l'attuale programma offerto dalla SSR
dovesse essere coperto da diversi canali a pagamento, ciò costerebbe alle
famiglie più dell'attuale canone radiotelevisivo. Senza i necessari mezzi
finanziari non sarebbe più possibile garantire un programma completo in tutte
le lingue nazionali, la copertura giornalistica di tutte le regioni, lo sport,
la cultura e un'informazione indipendente.
Un
sistema mediatico forte è nell'interesse pubblico
Un panorama
mediatico diversificato in Svizzera è un presupposto fondamentale per la
stabilità democratica, la coesione sociale e una forte piazza economica.
L'iniziativa anti-SSR non offre soluzioni alle reali sfide che il settore dei
media si trova ad affrontare. Mette a repentaglio la diversità dei media,
distrugge posti di lavoro e i media di servizio pubblico, senza risolvere i
problemi che pretende di affrontare. Per questo motivo, le associazioni dei
media SSM, syndicom e impressum raccomandano un chiaro «no» all'iniziativa “200
franchi bastano (Iniziativa SSR)”

