Carlo Ammann
L’incudine di San Gallo
Redazione
26.01.2026 15:16

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
In Tribunale le autorità Sangallesi sarebbero di
certo in grado di presentare l’intera documentazione che deve accompagnare ogni
farmaco del loro progetto di vaccinazione obbligatoria con il dettagliato
elenco di tutte le sostanze contenute e la precisa descrizione dei loro effetti
collaterali. Almeno così si suppone!
Nello specifico parliamo dei test clinici
pluriennali obbligatori che devono includere i gruppi placebo, indispensabili
per stabilire se tali farmaci possano o meno essere definiti vaccini e venire
inoculati a pazienti adeguatamente informati e consenzienti.
La definizione di vaccino è la seguente:
“È un preparato che contiene un agente patogeno
(come un virus o un batterio) inattivato o attenuato, che serve da stimolo al
corpo per produrre anticorpi e cellule immuni per combattere future infezioni.
In pratica, è il modo per insegnare al corpo a riconoscere e difendersi da
malattie pericolose senza doverle contrarre realmente.”
L’iniziativa di San Gallo, e non solo, di
introdurre la vaccinazione obbligatoria la cui alternativa è una multa di
20.000 Fr o la galera è terrorizzante, poiché sappiamo che su richiesta delle
autorità americane e danesi di ricevere le documentazioni dei test obbligatori,
che includano i gruppi placebo, le case farmaceutiche non sono state in grado
di fornirle, perché i “test completi” non li hanno mai fatti!
Questo è allucinante e rasenta il crimine,
poiché senza tali test non si può più parlare di vaccini come sopra descritti,
quindi inocularli diventa fuorilegge.
Nel 2023 J. Small, un’esecutiva Pfizer, ridendo
ha ufficialmente svelato al parlamento europeo, rispondendo alla domanda del
deputato olandese R. Roos, che il loro farmaco non è mai stato testato se
proteggeva dall’ammalarsi e dal trasmettere la malattia, prima di rilasciarlo
sul mercato mondiale.
Mancando i test completi di questi farmaci è
allarmante vedere dei burocrati da tavolino decidere senza basi scientifiche
l’obbligo di inocularci dei liquidi potenzialmente letali.
Ci sono molteplici studi medici, test e
pubblicazioni scientifiche che lo confermano, e sono di dominio pubblico. Si veda
il recente confronto fra 8.4 milioni di sudcoreani di Seul o anche la causa
intentata da Children’s Health Defense contro l’ordine dei medici.
È tragico in queste circostanze dovere ricordare
il Codex di Norimberga ai burocrati di San Gallo, che è stato introdotto
affinché non accada mai più che le persone possano venire obbligate o costrette
a subire trattamenti medici!
E la cosa altamente sospetta in tutta questa
vicenda Covid è la totale assenza di dibatti pubblici riguardo alle scelte
medico-scientifiche.
A noi cittadini dai quali le autorità esigono
che firmiamo dei consensi informati, viene negata un’informazione trasparente a
360 gradi, inoltre su queste tematiche di vita o di morte da 5 anni non ci è
concesso di porre domande scomode senza venire insultati o tacciati di
complottismo.
È un abuso istituzionale preoccupante, che è causa
di uno scetticismo dilagante.
Carlo Ammann, membro di comitato di HelvEthica Ticino

