Paolo Morel
Liberi di rilanciare il dibattito sul nucleare
Redazione
04.10.2023 10:27

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Quando parliamo di energia parliamo della nostra qualità di vita per gli
anni a venire.
Il nostro Paese, caratterizzato dalla sua bellezza naturale e dal suo
impegno per l'ambiente, ha scommesso sulle fonti di energia rinnovabile come
parte della sua strategia energetica 2050. Questo modello va sostenuto e
difeso. Ciononostante, alla luce degli accadimenti internazionali, è giunto il
momento di riaprire il dibattito sul contributo del nucleare in questa
equazione sapendo che esso garantisce stabilmente il 30% della nostra
produzione di elettricità.
La dipendenza internazionale per l’approvvigionamento energetico espone il
paese a rischi geopolitici e instabilità dei prezzi a scapito della nostra
economia. Prestare il fianco ad un potenziale ammanco di elettricità visti certi
chiari di luna legati alla “volatilità” dei cambiamenti climatici è un rischio
che non ci possiamo permettere. L'attuale panorama energetico, dominato da una
crescente domanda e dalle sfide ambientali, richiede una riflessione
approfondita sulla sicurezza energetica e sulla diversificazione delle fonti.
Il nucleare, nonostante le controversie che lo circondano, merita un posto
legittimo nella discussione sul futuro energetico della Confederazione. Le
tecnologie nucleari moderne offrono una fonte di energia a bassissime emissioni
di CO2 che può contribuire in modo significativo alla transizione verso
un'economia a emissioni zero. La Svizzera, con la sua tradizione di ricerca
scientifica e ingegneristica, con politecnici di reputazione mondiale, è ben
posizionata per svolgere un ruolo di leadership nello sviluppo di tecnologie
sicure e avanzate.
Riconsiderare il nucleare non significa in alcun modo abbandonare le
energie rinnovabili, ma piuttosto integrarle in un mix energetico più ampio e
bilanciato. Questo approccio permetterebbe alla Svizzera di ridurre la sua
dipendenza dalle importazioni energetiche e di garantire una fornitura a costi
stabili, contribuendo così alla sicurezza e all’autonomia nazionale.
È essenziale coinvolgere i cittadini, gli esperti del settore e i decisori
politici in un dibattito aperto e informato sul futuro del nucleare. Le
preoccupazioni legate alla sicurezza, alla gestione dei rifiuti nucleari e agli
impatti ambientali devono essere affrontate in modo trasparente, libere da
considerazioni prevalentemente ideologiche.
In conclusione, sono convinto che rilanciare il dibattito sul nucleare
rappresenti un passo importante per garantire un futuro energetico sostenibile,
salvaguardare la nostra autonomia e contribuire agli sforzi globali per
combattere il cambiamento climatico. La Svizzera ha l'opportunità di coniugare
la sua tradizione di innovazione con la responsabilità ambientale, creando così
un modello fonte d’ispirazione oltre i confini nazionali.
Paolo Morel, Candidato Nr.7 al Consiglio Nazionale Lista 15 - PLR

