Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini
Lettera aperta alla Direttrice del DECS, Marina Carobbio, su Gaza e la scuola
Redazione
26.08.2025 10:28

Foto: ©Gabriele Putzu
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Gentile Direttrice,
tra pochi
giorni le scuole del nostro Cantone riapriranno le porte a bambini, ragazzi e
giovani. Questo appuntamento annuale non rappresenta soltanto l’avvio di un
percorso didattico, ma anche l’occasione per ribadire i valori fondanti della
nostra scuola pubblica: il rispetto della dignità umana, l’esercizio del
pensiero critico, la convivenza democratica e solidale.
In queste
settimane, il mondo intero assiste con sgomento a quanto accade a Gaza. Le
immagini di distruzione, di sofferenza e di vite spezzate interrogano
profondamente la nostra coscienza collettiva. Di fronte a una tragedia umana di
tali proporzioni non possiamo permetterci l’indifferenza.
Crediamo
che la scuola, fedele alla sua missione formativa, non possa sottrarsi a un
momento di riflessione su avvenimenti di questa portata. L’articolo 2 della
Legge della scuola del Canton Ticino affida all’istituzione scolastica il
compito di educare al senso di responsabilità, al rispetto dei diritti umani e
alla pace. È dunque evidente come la tragedia in corso interpelli in modo
diretto la funzione educativa e civile della scuola.
Ogni
anno, con grande impegno, le scuole ticinesi organizzano la Giornata della
memoria dedicata alla Shoah: un appuntamento fondamentale per ricordare alle
nuove generazioni la necessità di vigilare contro odio, discriminazione e
violenza. In coerenza con tale impegno, riteniamo che anche la situazione
attuale a Gaza meriti uno spazio di discussione e di riflessione critica
all’interno delle classi.
Abbiamo
ascoltato con attenzione alcune sue recenti prese di posizione pubbliche sulla
crisi umanitaria a Gaza: parole che testimoniano una sensibilità rara nel
panorama politico (si pensi alle reazioni negative suscitate dall’iniziativa
intrapresa durante il festival di Locarno). Siamo certi che anche nella scuola
ticinese vi siano molti docenti pronti a non restare in silenzio, e che
coglieranno l’occasione del nuovo anno scolastico per accennare a questa drammatica
recrudescenza del conflitto.
Pensiamo,
tuttavia, che un invito esplicito da parte sua – in qualità di responsabile del
DECS – a favorire un confronto aperto e guidato su questa realtà potrebbe
incoraggiare docenti e direzioni scolastiche ad agire con maggiore decisione.
In questo modo, studenti e studentesse avrebbero l’opportunità di comprendere
meglio la complessità del presente e di maturare una sensibilità umana e civica
all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Siamo
convinti che la scuola, con i suoi strumenti educativi e pedagogici, possa
contribuire a costruire non solo conoscenza, ma anche coscienza, consapevolezza
e responsabilità.
Con i migliori saluti,
Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini (deputati MPS)

