Paolo Balzari
Lentezza non è soluzione
Redazione
06.10.2025 21:41

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Da Berna arriva una decisione che ha già acceso il
dibattito: limitare a 80 km/h la velocità sull’intera autostrada A2 ticinese,
dal portale sud del Gottardo fino a Chiasso. L’obiettivo dichiarato? Ridurre il
traffico. Ma davvero andare più piano farà scorrere meglio le auto? A prima
vista può sembrare logico: se tutti vanno più lenti e regolari, si evitano
frenate e code. In teoria funziona. Nella pratica, molto meno. Il
traffico non si riduce rallentando, ma gestendolo meglio Il numero di auto
che percorrono l’A2 ogni giorno non cambia solo perché si abbassa il limite di
velocità. Un veicolo che impiega più tempo a percorrere lo stesso tratto occupa
più a lungo la strada, e quindi aumenta la densità complessiva del
traffico. È come se una fila al supermercato rallentasse tutti: non ci sono
meno persone, solo più attesa.
Una misura che colpisce chi lavora, non chi crea i problemi
Chi usa l’A2 per andare al lavoro – da Bellinzona a Lugano,
o da Mendrisio verso nord – si troverà a viaggiare più lentamente anche quando
la strada è libera. Non si tratta di una piccola differenza: a 80 km/h costanti
si perdono 5–10 minuti per tratta. Sommati ogni giorno, diventano ore di
vita e di lavoro sprecate, senza alcun vantaggio reale. E intanto i grandi
flussi di transito – camion, turisti, traffico internazionale – continueranno a
passare come prima. Quindi la domanda è semplice: perché penalizzare chi
vive e lavora qui, invece di gestire meglio chi attraversa il Ticino?
Rischio di effetto boomerang
Molti automobilisti, pur di non rimanere imbottigliati,
sceglieranno le strade cantonali.
Il risultato? Più auto nei centri abitati, più rumore, più inquinamento e più
pericolo per chi cammina o va in bici. Un rimedio che sposta il problema,
invece di risolverlo.
Le vere soluzioni sono altre
Il problema dell’A2 non è la velocità, ma la gestione dei
flussi e dei colli di bottiglia. Le gallerie, gli svincoli di Lugano e i
cantieri mal coordinati creano code indipendentemente dai limiti.
Le soluzioni intelligenti esistono: limiti dinamici, che scendono solo
quando serve (pioggia, incidenti, ora di punta); semafori intelligenti
alle rampe per regolare l’afflusso; migliore coordinamento dei cantieri;
informazione chiara e in tempo reale ai conducenti.
Il Ticino non ha bisogno di un’“autostrada-parcheggio”,
Abbassare la velocità in modo permanente è una scelta facile
da annunciare, ma difficile da giustificare. Non basta rallentare tutti per far
sparire il traffico. Serve governarlo con intelligenza, non punirlo con
lentezza. Il Ticino non ha bisogno di un’“autostrada-parcheggio”, ma di una
mobilità moderna, fluida e rispettosa di chi ogni giorno la percorre.
Paolo Balzari, Vice Presidente Il Noce

