Lorenzo Quadri
L’ennesima iniziativa autolesionista della sinistra
Redazione
09.03.2025 15:34

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Di recente abbiamo votato sull’iniziativa popolare “Per la responsabilità
ambientale”. Tale iniziativa almeno un pregio l’aveva: era palese che avrebbe
colpito direttamente tutti. I cittadini hanno dunque reagito di conseguenza,
depositando nell’urna un bel 70% di No. Anche l’iniziativa dei Giovani Socialisti (GiSo) denominata “Per il futuro”
(titolo quanto mai ingannevole) in caso di approvazione avrebbe conseguenze
disastrose per tutti. Però in modo indiretto. L’iniziativa pretende di tassare con un’aliquota del 50% le eredità superiori ai 50 milioni di
franchi. Si tratta di un furto manifesto. C’è da chiedersi come una simile
proposta possa essere ritenuta compatibile con il diritto fondamentale alla
proprietà privata.
Il clima come pretesto per attaccare la proprietà privata
Il provento della nuova tassa (ammesso e non concesso che ce ne sia uno, ma
su questo tornerò dopo) verrebbe utilizzato “per il clima”. Ecco quindi
l’ennesima dimostrazione che il clima è un pretesto per attaccare la proprietà
privata, per fare la guerra agli odiati ricchi, per “superare il capitalismo” e
per imporre un regime di stampo comunista. Tutto ciò senza alcun beneficio
ambientale concreto. Come già detto innumerevoli volte, anche se la Svizzera
azzerasse domani le proprie emissioni di CO2 (che sono l’uno per mille di
quelle mondiali), a livello climatico non cambierebbe nulla. A maggior ragione
adesso che gli USA (secondo produttore di anidride carbonica al mondo) hanno
disdetto gli accordi di Parigi.
Gli imprenditori non sono tutti delinquenti
Nel mirino dell’iniziativa si trovano le imprese di famiglia. Quelle che
creano posti di lavoro e indotto sul territorio. E che non potrebbero far
fronte alla tassazione pretesa dall’iniziativa. Perché non dispongono di così
tanta liquidità. I soldi sono stati reinvestiti nell’azienda. Magari anche in
misura maggiore di quanto sarebbe stato necessario in base a un ragionamento
puramente contabile. Questo con l’intenzione di creare posti di lavoro in
Svizzera. Contrariamente alla narrazione del populismo di sinistra, gli imprenditori
(o i proprietari immobiliari, per restare su un’altra votazione recente) non
sono tutti delinquenti.
Le conseguenze
Cosa accadrebbe se la tassazione “monstre” entrasse in vigore? Che le
aziende di famiglia colpite – o parti di esse – dovrebbero venire vendute per
pagare l’imposta di successione. Pertanto, in caso di accettazione dell’iniziativa GiSo si vedrebbero
costretti a trasferirsi all’estero. Da una recente inchiesta effettuata da
Swissmem (l’Associazione delle industrie metalmeccaniche) è emerso che un terzo
delle aziende del ramo sarebbe toccato dall’iniziativa, e che il 40% delle
imprese sta pensando di lasciare la Svizzera.
Una débâcle anche per le casse pubbliche
Chiunque è in grado di comprendere che un simile scenario avrebbe
conseguenze deleterie. Sia dal punto di vista dei posti di lavoro, ma anche
sotto il profilo del gettito fiscale. Da una perizia losannese emerge che, in
caso di accettazione dell’iniziativa, il 93% dei patrimoni toccati potrebbe
sparire dalla Svizzera: di conseguenza, non solo non pagherebbero l’imposta di
successione “monstre”, ma nemmeno tutte le altre. Se poi aggiungiamo le
implicazioni, anche fiscali, della perdita di posti di lavoro (più disoccupati
uguale meno gettito) ci rendiamo conto che l’iniziativa GiSo sarebbe una vera
débâcle anche per le casse pubbliche. E chi verrebbe chiamato a metterci una
pezza? Ma il solito ceto medio, ovviamente, che si troverebbe a pagare le
imposte anche per i super-ricchi emigrati!
Prepariamoci a dire no
Perché quest’iniziativa è più pericolosa di quella sulla “responsabilità
ambientale”, da poco respinta dalle urne? Perché, come detto, colpisce
direttamente solo poche persone molto abbienti: gli altri votanti verrebbero
travolti anche loro, ma in modo indiretto ed in seconda battuta. La retorica
del “dagli al ricco” rappresenta un fattore di rischio in vista
dell’appuntamento con le urne. Prepariamoci dunque a respingere, quando saremo chiamati alle urne, questa
ennesima iniziativa autolesionista della sinistra.

