Marco Noi
Legge per il clima: un po’ di verità non guasterebbe
Redazione
13.06.2023 06:53

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Dietro la parvenza di
sicurezza degli oppositori alla Legge sul clima, si nasconde uno stile politico
disonesto, sostenuto però da qualche milione di franchi per essere diffuso ai
quattro venti. Gli uni (UDC-Lega) distorcono intenzionalmente informazioni
senza nemmeno arrossire. Gli altri (fantomatico Comitato di Stäfa, dietro il
quale si dice vi sia la stessa UDC) non hanno neanche il coraggio di mettere la
faccia per il loro delirio negazionista e complottista.
Per cominciare,
affermare che la Svizzera produce solo l’1% delle emissioni mondiali è
volutamente fuorviante. In media noi svizzeri emettiamo annualmente quasi 13
tonnellate di CO2 pro-capite per tutti i consumi di cui godiamo. Un cinese ne
emette 7. Un indiano ne emette poco meno di 2. Questo semplicemente perché essi
non hanno ancora raggiunto il livello pro capite dei nostri consumi. Se noi ci
sottraiamo alla responsabilità di decarbonizzare i nostri consumi – come ci
invitano a fare gli oppositori della Legge – perché mai cinesi e indiani dovrebbero
rinunciare a permettersi emissioni pro-capite di 10-12 tonnellate? Chiesa,
Marchesi, Quadri & co stanno forse affermando che siccome la Svizzera è
piccola può permettersi di non ridurre le emissioni pro-capite? Oppure ancora, stanno
affermando che cinesi e indiani devono rimanere mediamente poveri?
Anche affermare che le
emissioni svizzere sono aumentate a causa dell’immigrazione è pura demagogia. Per
il clima terrestre poco importa se le emissioni avvengono in Svizzera oppure
altrove, quindi l’immigrazione non c’entra niente, a meno che si voglia
coltivare l’idea discriminatoria che gli Svizzeri possono permettersi di
emettere molto CO2 per il proprio benessere, mentre gli altri devono vivere in
povertà (indipendentemente da dove vivano), così che compensino le nostre alte
emissioni pro-capite.
L’incoerenza è poi accanirsi
contro l’immigrazione, quando dall’altra parte si dice di non credere che il
surriscaldamento climatico è causato dall’uomo. Se per delirio d’ipotesi il
surriscaldamento climatico non dipendesse veramente dall’attività umana, perché
mai prendersela con gli immigrati, i cinesi e via dicendo per boicottare la
Legge sul clima?
Un ultimo accenno ai costi. Gli oppositori fanno leva da una parte sul
presunto aumento dei costi annui di elettricità pari a 6600 Fr per persona
(studio del politecnico di Losanna- EPFL Frontiers | Future Swiss Energy
Economy: The Challenge of Storing Renewable Energy (frontiersin.org)), dall’altra sul fatto che la transizione
energetica ci costerebbe 387 miliardi (studio dell’Associazione di banche
svizzere Il finanziamento della transizione
climatica - Finanza sostenibile - Temi - SwissBanking). Essi omettono però di dire che questi dati
sono stati completamente decontestualizzati e strumentalizzati.
I 6600 Fr
corrispondono all’aumento dei costi calcolato dal EPFL per lo scenario di
completa autarchia che la legge non persegue assolutamente. La portavoce della
stessa università ha d’altra parte denunciato questa strumentalizzazione (Intervista alla portavoce della EPFL
(watson.ch)). I 387
miliardi sono certamente tanti soldi, ma gli oppositori alla legge si guardano
bene dal dire che il 58% di questi soldi dovranno comunque essere spesi e solo
per il 42% (5 miliardi annui) si tratta di investimenti nuovi (Executive summary - ASB Finance
durable 2021.pdf (swissbanking.ch)). Gli oppositori si guardano anche bene dal dire che questi
investimenti per la transizione energetica rimarrebbero perlopiù sul nostro
territorio traducendosi in posti di lavoro, mentre per i carburanti fossili si
spendono 8 miliardi annui che se ne vanno all’estero.
Non facciamoci
ingannare dalle menzogne degli oppositori e sosteniamo la Legge per il clima.
Marco Noi, Deputato Gran Consiglio, Verdi del Ticino

