Christian Fini
Le rinnovabili e la “ricorsite” che blocca il Ticino
Redazione
20.06.2025 17:00

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In Ticino, la
questione delle energie rinnovabili si trova oggi al centro di un paradosso
inquietante. Da una parte, le istituzioni e la società civile riconoscono
l’urgenza di sviluppare fonti di energia sostenibili per rispondere alle sfide
climatiche e all’indipendenza energetica; dall’altra, un gruppo di
protezionisti ad oltranza blocca sistematicamente i progetti più importanti con
ricorsi e opposizioni continue.
Ci si chiede: a
che gioco stiamo giocando? Da un lato abbiamo un messaggio chiaro: puntare
sulle rinnovabili, incentivarle, accelerare la transizione energetica. Dall’altro
ci confrontiamo invece con la quotidianità, fatta di interminabili ricorsi, che
fermano o rallentano ad esempio diversi progetti.
Senza parlare
della modalità nella quale vengono condotte molte di queste opposizioni che
sono molto spesso tutt’altro che costruttive: più che da un genuino interesse
per l’ambiente o il territorio, sembrano mosse dalla smania di visibilità e da
calcoli politici a corto raggio. Ed è ancora più paradossale notare che queste
“battaglie” vengono portate avanti dalle stesse forze politiche e associazioni che,
almeno sulla carta, si dichiarano paladine delle energie rinnovabili.
Il risultato?
Un Ticino inchiodato a uno stallo progettuale pluriennale, dove ogni slancio
innovativo viene puntualmente soffocato. Idee e soluzioni concrete si arenano perché
c’è chi preferisce la propaganda alla responsabilità, bloccando sul nascere
ogni possibilità di progresso reale verso una transizione energetica credibile
e sostenibile.
Il Ticino ha
bisogno di serietà, responsabilità e visione a lungo termine. Serve un
approccio pragmatico che metta al centro gli interessi collettivi, la
sostenibilità e la qualità di vita delle future generazioni. Bloccare per
partito preso rischia di farci perdere anni preziosi e opportunità uniche. È
ora di mettere da parte le divisioni ideologiche e di collaborare per
accelerare i progetti rinnovabili che il Cantone attende da tempo.
Non possiamo
più permetterci che una certa politica giochi con il nostro futuro energetico
con ricorsi ad oltranza. La sostenibilità non è una bandiera da agitare per
consenso, quando fa più comodo, ma un impegno serio che richiede coraggio,
responsabilità e pragmatismo. Il tempo degli alibi è finito.
Christian Fini - Presidente LEA

