Sindacato VPOD
Lanciata la petizione «No ai tagli su USI e SUPSI: per il lavoro, il diritto allo studio e la ricerca pubblica!»
Redazione
13.05.2026 10:39

Foto: ©Gabriele Putzu
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Il Sindacato VPOD ha appena lanciato una petizione, rivolta
al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio, contro i prospettati tagli su USI e
SUPSI. L’azione sindacale è sostenuta da Gioventù Socialista, Giovani Verdi,
Gioventù Comunista, Giovani Verdi Liberali e Sindacato SISA, a dimostrazione
dell’importanza di costruire un fronte comune contro l’austerità tra il
personale universitario e il corpo studentesco.
La petizione si inserisce nel contesto dei tagli federali
nella ricerca che hanno previsto una riduzione dei contributi al Fondo
nazionale, una soppressione dei contributi a progetti e un aumento delle rette
universitarie, causando perdite plurimilionarie per USI e SUPSI (nel progetto
iniziale quasi fr. 15 mio).
A queste misure si aggiungono ora i risparmi paventati dal
Consiglio di Stato, che potrebbero comportare dal 2027 tagli di oltre fr. 7 mio
all’anno per USI (5.5 mio), SUPSI (1.3 mio) e DFA/ASP (0.25 mio), senza contare
la rinuncia alle indennità di fr. 1.28 mio per gli stage di ergoterapia e
fisioterapia.
Come indicato nella petizione, le conseguenze di questa
politica saranno estremamente gravi e concrete: meno risorse per la ricerca
pubblica, peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione dei volumi
occupazionali, limitazione al diritto allo studio e minore valore aggiunto per
il territorio.
In quest’ottica, va sottolineato inoltre come già oggi
presso USI e SUPSI siano sempre più sentiti i problemi legati al precariato, al
sistema retributivo e alle rette elevate. Il pericolo è quindi che i tagli
prospettati vengano fatti pesare soprattutto sul personale universitario, ma
anche sugli studenti.
Invece di praticare l’austerità sull’università pubblica, le
istituzioni dovrebbero investire al fine di garantire una ricerca di qualità,
condizioni di lavoro adeguate e una formazione superiore accessibile. Del
resto, ciò contribuirebbe anche a trattenere in Ticino giovani profili attivi
in ambito accademico.
Il Sindacato VPOD e i movimenti giovanili rivendicano il
ritiro dei tagli cantonali su USI e SUPSI, così come un piano di compensazione
dei risparmi federali; un programma di stabilizzazione dei contratti a tempo
determinato e di quelli rinnovati a catena, nonché un sistema retributivo equo
e trasparente; un contratto collettivo anche per il corpo intermedio, volto a
migliorarne le condizioni di lavoro e la qualità dell’attività accademica; la
salvaguardia del diritto allo studio, bloccando ogni aumento delle rette.
Sulla scorta delle iniziative promosse nell’ultimo anno dal
Sindacato VPOD a sostegno della ricerca pubblica e del corpo intermedio, il
prossimo 27 maggio alle ore 18.45 presso l’Hotel Pestalozzi è stata inoltre
convocata un’assemblea per dare voce al personale universitario e al corpo
studentesco. La consegna della petizione è invece prevista in occasione della
seduta di Gran Consiglio dell’8-11 giugno.
Sindacato VPOD

