Lorenzo Quadri
L’accordo di sottomissione all’UE sdoganato a puntate
Redazione
27.04.2025 09:16

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La recente sottoscrizione dell’accordo EUPA da
parte della Svizzera, che riapre l’accesso ai programmi europei di ricerca come
Horizon Europe ed Erasmus+, non è un semplice atto tecnico, come vorrebbero
farci credere. È, invece, il primo passo di una strategia ben precisa: imporre
al nostro Paese l’accordo quadro istituzionale “2.0", un trattato che
rottama la nostra indipendenza e la
nostra sovranità, sottomettendoci al diritto e ai giudici dell'Unione Europea.
Questo accordo, presentato sotto la dicitura
ingannevole di "Bilaterali III", comporta sacrifici solo per la
Svizzera. A dispetto della propaganda ufficiale, la nostra partecipazione ai
programmi EUPA avviene a caro prezzo: oltre 650 milioni di franchi all’anno, a
cui si aggiungeranno i 350 milioni annui richiesti da Bruxelles per l’accesso
al mercato comunitario. In totale, parliamo di un miliardo di franchi versati
ogni anno all’UE, senza contare lo (scontato) obbligo futuro di ulteriori
contributi.
La logica dietro questa manovra è chiara:
scorporare e anticipare parti del trattato di sottomissione per abituare
l’opinione pubblica alla sua applicazione e mettere i cittadini di fronte al
ricatto del “non possiamo tornare indietro” in vista della votazione popolare
sul tema. Una tattica inaccettabile, che viola il principio fondamentale della
nostra democrazia diretta: il popolo deve avere l'ultima parola, senza
pressioni indebite.
È grave che le Università svizzere, che dovrebbero
essere baluardo di pensiero critico, si prestino a questo gioco, anteponendo riflessioni
ideologiche ed economiche (pro saccoccia) ai diritti popolari e all'autonomia
nazionale.
La Svizzera deve respingere con fermezza l’accordo
istituzionale con l’UE. Non solo: è tempo di cancellare la nostra adesione ad
organismi internazionali che violano la nostra sovranità. Occorre uscire dalla
Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), dalla Corte penale
internazionale (CPI) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Siamo di fronte a una scelta storica: continuare a
cedere pezzo dopo pezzo la nostra indipendenza oppure riaffermare con coraggio
la nostra libertà.
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi

