Lorenzo Quadri
La violenza di sinistra è una preoccupante realtà
Redazione
26.09.2025 12:09

Foto: ©Chiara Zocchetti
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La violenza di sinistra è un fatto documentato. Anche in
Svizzera. Eppure, nonostante le prove, la narrativa mainstream continua a
dipingere il pericolo opposto, quello dell’estrema destra, che di fatto è
inesistente. Prendiamo i dati del Servizio delle informazioni della
Confederazione (SIC): nel 2024 ha registrato 196 eventi legati all’estrema
sinistra, di cui ben 60 violenti. L’estrema destra? Appena 25 episodi, uno solo
violento, e per legittima difesa. A Zurigo, per esempio, il gazebo dell’Udc è stato distrutto
e i presenti aggrediti verbalmente durante una festa popolare. Silenzio totale
da parte della sindaca socialista Corine Mauch. I compagni si coprono a
vicenda. Odiare ed attaccare gli esponenti della “destra”, per costoro, è moralmente
legittimo. Si immagini cosa sarebbe accaduto se gli aggrediti fossero
stati di sinistra: titoli cubitali, appelli alla democrazia in pericolo, allarmi
fascismo.
Mancano mezzi e competenze
Lo stesso rapporto commissionato dal Comune di Zurigo per
denunciare la destra estrema si è trasformato in un boomerang: gli autori hanno
dovuto ammettere che la vera minaccia per l’ordine pubblico arriva dall’estrema
sinistra. C’è poi la denuncia dell’autorità di vigilanza sul SIC:
oggi il servizio d’intelligence della
Confederazione non è in grado di fronteggiare l’estremismo di sinistra con
l’efficacia necessaria. Mancano mezzi, motivazione e competenze. Anche a causa
delle riforme fallimentari dell’allora consigliera federale Viola Amherd (Il
Centro) che hanno provocato un fuggi-fuggi. Il pericolo è riconosciuto, ma lo
Stato non è preparato a gestirlo.
Gli eventi in Ticino
Nel frattempo, anche in Ticino la violenza di sinistra
prende piede. Le manifestazioni pro-Palestina, non autorizzate e non pacifiche,
degenerano in vandalismi, insulti, aggressioni. Scene inedite e alle quali non
abbiamo alcuna intenzione di abituarci. Politicanti locali cavalcano la
protesta per fregola di visibilità, e poi si dileguano quando la situazione degenera.
I costi degli imponenti dispositivi di sicurezza li paga il contribuente. Vedi
quanto successo a Bellinzona lo scorso 19 settembre.
L'antisemitismo
Oggi in Svizzera un cittadino ebreo, riconoscibile come
tale, non può più muoversi in sicurezza nello spazio pubblico. Rischia di
venire attaccato, solo in quanto ebreo, anche se con Israele non c’entra nulla
e magari non ci è nemmeno mai stato. Questo fenomeno ha un nome: antisemitismo.
Ed è figlio del clima d’odio alimentato ogni giorno dalla martellante
propaganda islamo-gauchista pro Pal. Chi osa avere una posizione divergente
viene criminalizzato ed additato quale bersaglio per insulti o magari peggio.
La libertà d’espressione è cancellata. Fino a quando continueremo a giustificare qualsiasi cosa,
argomentando che la situazione a Gaza è terribile? Vogliamo ridurci come
Milano, dove pochi giorni fa le manifestazioni pro Palestina sono degenerate in
guerriglia urbana? E forse che vandalizzando, distruggendo, aggredendo ed
insultando polizia, partecipanti a eventi e semplici passanti, la situazione a
Gaza migliora?
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

