Massimiliano Ay
La tassa militare fa gola, ma poi attaccano il Servizio civile...
Redazione
21.12.2025 08:02

Foto: ©Sam's photo
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Il 1º marzo 2025 l’esercito svizzero contava circa 146’700
incorporati. A causa delle partenze anticipate, esso lamenta che
l’organizzazione di alcuni corsi di ripetizione sarebbe a rischio. La colpa
sarebbe – stando al governo – dei troppi coscritti che, dopo aver indossato
l’uniforme e aver toccato con mano la realtà (evidentemente deludente) delle
nostre caserme, preferiscono rendersi utili diversamente e
chiedono quindi il passaggio al Servizio civile sostitutivo, un diritto
garantito dalla Costituzione federale sin dal 1996.
Eppure i dati dicono altro: tra i trentenni di una classe di leva,
infatti, circa il 35% sono ancora militari, mentre il 13% è incorporato nella
Protezione Civile (PCi) e ben il 37% non presta più alcun servizio per motivi
prevalentemente medici. Solo il 14% risulta astretto al Servizio civile
sostitutivo (SC). E allora perché ci si accanisce contro quest’ultimo?
Il dato di realtà è che l’esercito svizzero è in crisi di
attrattività e infatti in molti trovano una scorciatoia per farsi
licenziare e ciò avviene soprattutto tramite la via medica e non
passando al SC. In effetti la via medica conviene anche allo
stesso esercito, perché ...si paga! Chi viene esentato per motivi fisici e
chi viene incorporato nella PCi paga infatti la tassa d’esenzione,
chi invece fa un Servizio civile no anche perché presta un
numero maggiore di giorni di lavoro rispetto a una recluta.
L’esercito si faccia dunque un esame di
coscienza: 1) se persino ufficiali e sottufficiali scappano (e non
solo reclute presuntamente svogliate), i motivi vanno cercati al suo
interno; e 2) se davvero mancano effettivi, si inizi a verificare le
procedure delle commissioni sanitarie che fanno di tutto per incassare la tassa
militare.
I civilisti, per contro, sono gli unici che non cercano
scorciatoie opportuniste e anzi lavorano 1,5 volte in più rispetto
ai loro colleghi in divisa. E lo fanno accanto ai nostri contadini di
montagna, nelle case per anziani, negli istituti socioeducativi, ecc.
Per questo discriminarli e continuare a peggiorare l’accessibilità
al SC è ingiusto e per questo ho firmato il referendum contro la revisione
della Legge sul Servizio Civile: perché è un servizio utile che non deve venir
smantellato! L’esercito impari piuttosto a fare il suo lavoro senza
danneggiare chi già lo fa bene...
Massimiliano Ay, granconsigliere del Partito Comunista ed ex-civilista

